Ebagua contestato dagli ultras

Serata surreale al Franco Ossola: per tutti i 90' dalla curva biancorossa sono piovuti insulti e cori contro l'attaccante nigeriano. Gli ultras hanno portato la contestazione anche fuori dagli spogliatoi

Ha segnato, ma non è stata di certo la partita che Giulio Ebagua sognava per il suo ritorno ufficiale a Varese. L’attaccante nigeriano rientrato dopo un anno ra Torino e Catania ha realizzato il gol del pareggio contro il Pontisola nella prima gara della stagione, ma la curva del Varese non ha fatto altro che contestarlo per tutti i 90 minuti di gara e oltre. Ai "tifosi" biancorossi non sono andate giù alcune dichiarazioni dell’attaccante, che con la maglia del Torino aveva manifestato più di una volta la volontà di considerare chiusa l’esperienza col Varese. Le vie del calciomercato sono infinite, ed ecco che Ebagua un po’ a sorpresa è rientrato alla base, dopo una stagione complicata tra i granata e il Catania. Di certo i cori "Torna in Africa", "Neto, Neto di Ebagua me ne frego" e "Ebagua non ti vogliamo" non hanno fatto piacere al 25enne attaccante, che ha fatto segno alla curva di tacere dopo il gol realizzato, accompagnando il gesto con il dito medio della mano alzato: a quel punto gli stessi che contestavano l’attaccante hanno rimosso gli striscioni e hanno abbandonato gli spalti; il resto dello stadio ha sostenuto il nigeriano, contestando l’atteggiamento degli ultras, i quali lasciata la curva sono andati fuori dagli spogliatoi con fare minaccioso continuando a intonare i cori di cui sopra. L’amministratore delegato del Varese Enzo Montemurro ha provato a placare gli animi, ma con scarsi risultati, tant’è che gli ultras biancorossi si sono fermati all’esterno degli spogliatoi fin oltre le 23, mentre il pullman coi calciatori ha lasciato il Franco Ossola intorno alle 22.50. Sia la società che mister Castori hanno cercato di rasserenare Ebagua, invitandolo a non reagire alle provocazioni e pensare solo a fare quello che sa fare, cioè giocare e segnare. Il calciatore a fine partita ha chiesto scusa per il gesto di sfida dopo il gol. Di certo questa contestazione lascerà pesanti strascichi: il mercato chiude il 31 agosto e in questo clima avv erso è difficile immaginare che il Varese ed Ebagua possano serenamente continuare il loro percorso insieme, anche se cederlo vorrebbe dire dare ragione a chi pensa di poter decidere il destino di una squadra con urla, cori e violenza.  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 agosto 2012
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