“Il Del Ponte fu una scelta ampiamente condivisa”

Emanuela Crivellaro ritorna sulla storia della scelta del Ponte del Sorriso, spiegando perchè fu presa quella scelta

Con riferimento alla nota del Consigliere Alessio Nicoletti, vorrei fare alcune significative precisazioni, per meglio comprendere come si sia giunti al Ponte del Sorriso.

Prima del Consiglio Comunale del 14 dicembre, nel novembre 2006 si sono tenuti gli Stati Generali della Sanità. Organizzata dal Sindaco Attilio Fontana, all’assemblea aperta a tutti, erano presenti i principali attori della sanità di allora: gli Assessori Regionali Alessandro Cè, Massimo Buscemi e Raffaele Cattaneo, il Presidente della Provincia Marco Reguzzoni, il Consigliere Regionale Giuseppe Adamoli, quelli comunali Colombo e Corbetta,  il Direttore Generale dell’Asl Pierluigi Zeli, quello dell’Azienda Ospedaliera Carlo Pampari, il Rettore dell’Università dell’Insubria Renzo Dionigi e il Presidente dell’Ordine dei Medici Pier Maria Morresi.
 
A favore del Del Ponte si dimostrarono anche il Rettore Renzo Dionigi ed i primari dello stesso Del Ponte, prof. Bolis, Ostetricia e Ginecologia, prof. Nespoli, Pediatria, dr. Agosti, Nido, Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, compreso il dr. Manzoni, responsabile dell’Urologia Pediatrica. Il prof. Bolis, allora Direttore del Dipartimento Materno Infantile, ne spiegò persino le motivazioni, sottolineandone le carenze e le difficoltà, ma sostenendo che, in quel momento, l’Ospedale del Ponte rappresentava già un importante centro di attività materno infantili. Da questo incontro si giunse al documento approvato nel Consiglio Comunale di dicembre 2006. A settembre 2007, il nuovo Assessore Regionale Bresciani, il sindaco Fontana, il dr. Pampari e l’allora Preside di Facoltà di Medicina e Chirurgia, dr. Cherubino, presentarono alla stampa il progetto del Ponte del Sorriso.
 
Negli anni precedenti il 2006, con il monoblocco ancora in fase progettuale, il Comitato Tutela Bambino in Ospedale ha provato e riprovato a far sì che mamme e bambini avessero una collocazione nel nuovo ospedale che stava nascendo al Circolo. Il posto non si è trovato o non si è voluto trovare, ma nemmeno abbiamo mai avuto il sostegno di quei primari e politici che adesso si proclamano “da sempre contrari al Ponte del Sorriso”. Al Circolo non vi è un solo letto pediatrico accreditato e non si potrebbero ricoverare bambini!
 
Per quanto riguarda poi gli “spazi vuoti”, se davvero ci fossero, perché per sopperire alle esigenze degli adulti, si è dovuto realizzare un altro grande edificio, ancora in costruzione?
Agli Stati Generali non ci schierammo affatto verso l’una o l’altra scelta, ma chiedemmo a gran voce alla politica di impegnarsi per un ospedale materno infantile, Ponte o Circolo che fosse.
Dopo 25 anni di “pellegrinaggio” da un’ipotesi all’altra, le mamme e i bambini avevano bisogno di una decisione definitiva, per poter cominciare seriamente a risolvere i problemi legati alla loro salute e benessere.
Per vent’anni abbiamo ascoltato le posizioni, le perplessità, le proposte e i progetti di tutti e siamo giunti alla conclusione che la soluzione ideale non c’è.
Quando, quindi, fu deciso il Del Ponte, noi del CTBO, che ha poi costituito la fondazione Il Ponte del Sorriso Onlus, ci siamo adoperati, ci adoperiamo e ci adopereremo, ogni giorno, convinti, affinchè diventi l’eccellenza di cui le nostre mamme e i nostri bambini hanno un’estrema necessità. Cosa che avremmo fatto allo stesso modo e con lo stesso entusiasmo se si fosse optato per il Circolo. E cosa che dovrebbero fare tutti, tralasciando inutili polemiche.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 agosto 2012
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