In mostra la pittura e la poesia di Benildo Ferrari

Verrà inaugurata sabato 1 settembre la mostra dell'artista emiliano alla galleria Arte Artemanti

Arte Artemanti, Galleria d’Arte Contemporanea (Via Avegno 1) presenta la mostra di Benildo Ferrari dal titolo “Tra pittura e poesia – Verso la vita”. L’inaugurazione è per sabato 1 settembre alle 18 mentre la mostra resterà in visione sino al 29 settembre.

Presentazione dell’artista a cura di Giuseppina De Maria

Di origine emiliana, l’artista è diventato varesino d’adozione. Di professione odontotecnico, ha trovato nella pittura e nella poesia la possibilità di esprimere la complessità dei sentimenti, delle emozioni, dei turbamenti dell’uomo fra i tanti mutamenti della natura. Si è formato da autodidatta ed ha cercato di tradurre in arte quelle sensazioni e percezioni che in altro modo non avrebbe saputo esprimere. Ha fatto parte del gruppo degli Artisti Indipendenti di Varese ed ha partecipato a diverse rassegne collettive e personali, riscuotendo interessanti consensi di pubblico. Curioso ed appassionato si è dedicato, in fasi alterne, alla decorazione di piatti in ceramica ed all’apprendimento della tecnica scultorea.
Esprimersi in qualsiasi modo, per Benildo Ferrari non è stato solo visione, abbandono, sogno, viaggio esplorativo tra conscio ed inconscio, illuminazione, folgorazione, ma anche tentativo di mostrare quella realtà originaria ancora avvolta dal caos per renderla materia cromatica o frammento di un pensiero in perenne divenire. Anche per questa sua esigenza comunicativa, l’esperienza degli incontri tra amici, amanti della poesia, dell’arte, della psicologia, dell’estetica, effettuata durante mercoledì di “PoetaArte” presso la Galleria Armanti di Varese, è stata fondamentale per scoprire e mettere in luce aspetti della sua personalità sconosciuti a tutti. Complicato e semplice, lineare e spigoloso, altruista e puntiglioso, polemico ed affabile, Benildo partecipava attivamente e condivideva inconsapevole i suoi ultimi anni da protagonista elevandosi con la sua opera “Verso la vita”. Nell’ astrazione interiorizzata della realtà, egli sembra ancora raccontare la vita e la proietta trasfusa in visioni apocalittiche, dove l’anima vaga inquieta alla ricerca di dimensioni infinite da ridurre ad immagini finite per poter cosi, almeno artisticamente, conciliare l’inconciliabile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 agosto 2012
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