“La provincia di Varese non sarà eliminata”

Secondo il presidente Dario Galli la Regione Lombardia invierà a Roma una proposta che salvaguarderà l'autonomia del nostro territorio. Non rispetterà i parametri, ma ne nascerà un conflitto

Siamo arrivati al funerale della provincia di Varese? Voltorre, tradizionale conferenza stampa di chiusura dell’anno. Il presidente Dario Galli è invece convinto del contrario: «A dispetto di quanto qualcuno crede – afferma – vedrete che la provincia di Varese rimarrà. La Regione Lombardia non rispetterà i parametri dettati dal governo per la suddivisione delle attuali province, lo ha già stabilito un emendamento presentato in consiglio regionale dalla Lega e fatto proprio dalla maggioranza. Ce lo bocceranno ma terremo duro. La proposta su come suddividere le province tocca alle regioni, riunite nella conferenza delle autonomie locali. Il problema non è se rimarremo, ma se riusciremo ad avere una autonomia economica, altrimenti non saremo cancellati ma moriremo presto».
Il presidente Galli mette i puntini sulla fase finale della sua amministrazione provinciale, ma è il futuro quello che ci interessa di più. La Provincia di Varese, gli accorpamenti, la nascita di una provincia unita a Como, oppure di una vasta fascia insubrica a nord di Milano, o addirittura con un pezzo di Piemonte. «Meglio una macroregione alpina – chiarisce subito Galli –  l’idea ha una logica e una storia. Non riusciremo a raggiungere questo obiettivo, ne sono consapevole, ma facendo queste proposte spiegheremo alla gente almeno come stanno le cose».
Il presidente leghista oscilla tra la polemica politica e il realismo amministrativo. Definisce delle «imbarazzanti assurdità» le norme approvate ieri dal senato sulla spending review e che tagliano le province. 
«Il punto è che questi tagli lineari sono fatti senza buon senso – afferma Galli – la provincia di Varese aveva 700 dipendenti nel 2008, oggi ne ha 550. Se togliamo quelli del Cfp sono 450. Abbiamo tagliato le consulenze e abbattuto il turn over pensionistico. C’è un dipendente provinciale ogni 2mila abitanti, la metà della media nazionale. Il bilancio provinciale costa 100 euro ogni anno a ogni varesotto. La media italiana è di 200 euro a testa. Si sta facendo la cosa più sbagliata di tutte. Invece di obbligare le province sprecone a comportarsi come noi, si chiudono tutte quelle che non rispettano dei parametri astratti, e non si interviene su chi genera costi insostenibili. Lo stesso discorso vale per i tagli – continua Galli -: se a noi togli 13 milioni di euro su 97 saremo comunque virtuosi ma non riusciremo a garantire i servizi, se tagli la stessa percentuale a chi spende quattro volte più di noi, non elimini gli sprechi».

Galli rivendica alla provincia di Varese il ruolo di un ente che non spreca denaro e sostiene che ogni euro è speso con oculatezza: «Presto il 50 per centro degli edifici provinciali avrà il fotovoltaico grazie ad accordi coi privati. Con le rotonde che abbiamo realizzato abbiamo dimezzato i morti sulle strade. L’istituzione dell’agenzia del turismo valorizza un territorio che ha 4 siti Unesco. Siamo la terza provincia italiana per piste ciclabili dopo Trento e Bolzano, con 90 chilometri realizzati di cui 65 gestiti da noi».
Gli assessori della giunta hanno poi elencato tutte le opere fatte in questi anni. Erano presenti Luca Marsico, Bruno Specchiarelli, Francesca Brianza, Alessandro Fagioli, Massimiliano Carioni, Giuseppe De Bernardi Martignoni, Fausto Brunella, Alessandro Bonfanti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 agosto 2012
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