La Regione sblocca 210 milioni per i comuni lombardi

Formigoni: "Questo nuovo plafond permetterà agli enti locali lombardi di sbloccare investimenti, pagare rapidamente imprese e fornitori e garantire servizi ai cittadini"

roberto formigoniRegione Lombardia mette a disposizione degli Enti locali un plafond finanziario di 210 milioni di euro – cifra triplicata rispetto ai 70 milioni dello scorso anno – per consentire loro di effettuare investimenti altrimenti impossibili a causa del blocco imposto dal Patto di stabilità
nazionale.

TRIPLICATI GLI SFORZI – "Regione Lombardia – spiega il presidente Roberto Formigoni – si fa quindi carico, come già lo scorso anno, di cedere agli Enti Locali, in maniera sussidiaria,
una parte considerevole della propria possibilità di spesa per sostenere gli investimenti in opere pubbliche dei Comuni e delle Province".
"A noi interessa – aggiunge Formigoni – che sia tutto il sistema Lombardia a crescere. Per questo abbiamo triplicato lo sforzo verso le autonomie locali rispetto allo scorso anno, garantendo loro di poter aumentare il tetto del patto di stabilità di oltre 200 milioni di euro. Questo nuovo plafond permetterà agli enti locali lombardi di sbloccare investimenti, pagare rapidamente imprese e fornitori e garantire servizi ai cittadini. Abbiamo dimostrato che le buone idee e la leale collaborazione fra istituzioni possono generare risultati importanti e concreti".
"Queste – dice ancora Formigoni – sono le buone pratiche che Regione Lombardia, grazie ad una buona amministrazione, riesce a realizzare per i propri territori. E’ chiaro che un domani,
quando avremo realizzato la macro-regione del Nord e sottoscritto un nuovo patto con lo Stato, potremmo fare ancora di più".

ENTI VIRTUOSI DA FAVORIRE – "Per realizzare questa iniziativa – sottolinea l’assessore al Bilancio, Finanze e Rapporti istituzionali Romano Colozzi – abbiamo agito percorrendo due
strade diverse: quella interna alla Lombardia, raccogliendo le istanze dei sindaci e del territorio, e quella nazionale, sui tavoli con il Governo, ottenendo norme e risorse utili per
Regioni ed Enti locali. Siamo riusciti ad introdurre e consolidare due principi fondamentali: la crisi si batte garantendo a Regioni, Comuni e Province gli strumenti necessari per affrontarla; gli enti virtuosi possono iniziare a raccogliere i frutti della loro buona gestione, da investire per i loro cittadini".

BOCCATA D’OSSIGENO PER I COMUNI – "Siamo soddisfatti del lavoro comune fatto tra Regioni e Comuni che ha permesso lo sblocco di una parte dei residui passivi dei Comuni attraverso il patto territoriale che per noi deve essere sempre più centrale – afferma Attilio Fontana, Presidente di ANCI Lombardia – E’ una boccata d’ossigeno perché le risorse che non possono essere spese dai Comuni sono di oltre 6 miliardi nella nostra regione.
In questo modo si valorizza un sistema regionale fatto di collaborazione istituzionale e che ha portato anche ad una valutazione della virtuosità sicuramente più adeguata di quella
nazionale".

IL PLAUSO DELLE PROVINCE LOMBARDE – "Grazie a questo provvedimento – dichiara Massimo Sertori, presidente dell’Unione delle Province Lombarde – ancora una volta, Regione Lombardia si pone da esempio, un esempio che fa bene alla crescita della regione, che dovrebbe essere emulato dal resto del Paese e considerato dal Governo per uscire da questa pesante crisi.
L’azione di Regione Lombardia è ancor più significativa poiché arriva in un momento in cui il Governo non comprende quanto sia deleteria la sua azione di delegittimazione degli enti locali, per altro senza fare alcuna distinzione fra gli enti virtuosi e quelli no. Un comportamento che evidenzia la scarsa comprensione del ruolo strategico e operativo delle Province e dei Comuni, osservatori anche sociali. Gli enti locali sono in prima linea – la Regione a differenza del Governo l’ha capito – in grado di leggere le situazioni in tutte le loro sfumature. Una lezione, dunque, di buon governo quella di Regione Lombardia che ha dimostrato sensibilità e attenzione anche nei confronti delle comunità del mantovano duramente colpite dai recenti eventi sismici".

DUE FILONI PRIORITARI – Con quest’intervento Regione Lombardia, oltre che azzerare di fatto gli effetti sugli Enti locali lombardi della ‘spending rewiev’, permette di sbloccare 210
milioni generando quindi importanti ricadute sul sistema delle imprese lombarde.
Da quest’anno inoltre in aggiunta al riparto effettuato con criteri analoghi a quelli dello scorso anno, sono stati individuati due filoni prioritari per l’assegnazione di risorse
aggiuntive: la ricostruzione del mantovano e le spese di investimento per Expo. A settembre verrà firmato formalmente l’accordo con ANCI Lombardia e UPL per definire le modalità
attuative del riparto.

MANTOVANO E EXPO – L’assegnazione di possibilità di spesa per gli Enti locali colpiti dal terremoto porterà di fatto all’azzeramento dei vincoli del patto di stabilità; gli stesi enti, qualora abbiano disponibilità di cassa, potranno quindi finanziare e pagare gli interventi di ripristino dei danni conseguenti al terremoto dello scorso maggio, senza alcuna limitazione posta dal patto di stabilità.
La seconda priorità prevista riguarda le spese di investimento legate ad Expo 2015 e alle opere connesse. Gli Enti locali dovranno segnalare alla Regione i propri investimenti in maniera da poter beneficiare del riparto.

RIVEDERE PATTO STABILITÀ – "Con questo accordo – aggiungono Formigoni e Colozzi – il sistema lombardo vuole porre al Governo il tema più strutturale della revisione delle regole di calcolo del patto di stabilità: non è possibile che vengano applicati i medesimi criteri, indistintamente, a tutti gli enti. A chi ha dimostrato di rispettare appieno i parametri di stabilità e di virtuosità, occorre riconoscere se non un maggiore trasferimento
di risorse, almeno la possibilità di spingere sulla crescita mediante l’utilizzo delle proprie risorse, di cui ha già disponibilità, senza andare ad aggravare ulteriormente il saldo
dei conti pubblici".
"Questo potrebbe significare – concludono il presidente e l’assessore – sull’intero territorio lombardo, lo svincolo di circa 6,5 miliardi che già sono nella disponibilità materiale
dei vari enti pubblici, che però non possono essere spesi a causa del patto di stabilità. Queste risorse, se sbloccate, potrebbero essere un perno per dare vita a una nuova fase di crescita, in quanto andrebbero a finanziare investimenti diretti al sistema competitivo e produttivo della Lombardia".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 agosto 2012
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