La rinascita di Monterosso e Vernazza

I due paesi colpiti dall'alluvione il 25 ottobre del 2011 sono rinati e conservano solo alcune delle terribili ferite di quei giorni. "È stata una gara di solidarietà"

monterosso agostoDi quei due metri di fango e detriti sono rimaste solo le foto e i segni sulle pareti delle case.
Il ricordo è ancora vivo e con questo più che la paura, la consapevolezza della precarietà, ma anche dell’energia che trasmette la solidarietà.

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Le Cinque terre ad agosto 4 di 19
Claudio Valerani lavora per il Parco delle Cinque terre. Lo fa con l’orgoglio di chi appartiene a questa striscia di mare e pietre, che ha dato modo a cinque piccoli borghi di rubare metro su metro per consentire di costruite poche case. Lui controlla che vengano rispettate le norme in acqua perché il parco delle Cinque terre non riguarda solo il suolo, ma anche il mare. Si capisce così come sia possibile ammirare un’acqua così limpida e cristallina anche in piena estate.
"Quel 25 ottobre ce lo ricorderemo bene perché l’alluvione ha fatto danni terribili, ma guardi come abbiamo reagito. Pensavamo fosse impossibile sistemare i nostri paesi in questi tempi e invece grazie al lavoro di tutti e anche della solidarietà di chi non vive qui, siamo riusciti a fare quasi un miracolo".
Furono colpite solo Monterosso e Vernazza. "Già a Corniglia quasi non pioveva – racconta Andrea, proprietario di uno dei piu bei bed & breakfast della zona – da noi invece un delirio. La mia auto, come quella di tanti altri, è andata distrutta. Sono stati mesi durissimi, ma ora stiamo riprendendo la vita di sempre, anzi, troverete tutto piu bello perché abbiamo dovuto ricostruire i locali distrutti dalla furia dell’acqua e del fango".
A Monterosso i segni piu evidenti sono lungo una delle strade centrali, dove la pavimentazione è ancora in legno.
A Vernazza le ferite sono state piu profonde e molti esercizi all’ingresso hanno le foto dei giorni dell’alluvione con il fango e i detriti che raggiungono il primo piano delle case. Un disastro che venne subito descritto come "la morte delle Cinque terre". Parole eccessive, come spesso succede alla stampa dai toni apocalittici. La ferita fu profonda, ma oggi percorrendo quelle stesse stradine, se non ci fossero quelle foto, non ci si accorgerebbe nemmeno della furia di quel terribile giorno. Un fatto che testimonia la forza di volontà di chi ha la consapevolezza della ricchezza che non è solo propria ma di tutta l’umanità.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 agosto 2012
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