La Svizzera tutela l’assenzio, l’originale avrà marchio Igp

Il riconoscimento sarà valido per l'Absinthe Fée verte e La Blue, gli unici che secondo gli esperti elvetici rispetterebbero la tradizione artigianale della Val de Travers

assenzio diventa igpL’assenzio svizzero diventa da oggi una produzione protetta. La qualità e l’origine del distillato della "fatina verde" saranno garantite dall’indicazione geografica tipica, riconoscimento approvato dall’Ufficio federale dell’agricoltura. Il marchio Igp sarà valido per l’Absinthe Fée verte e La Blue, gli unici che secondo gli esperti elvetici "evocano un’acquavite tradizionalmente associata alla Val de Travers, la regione che ne ha fatto la reputazione". L’assenzio "ufficiale" svizzero sarà soltanto quello prodotto nella specifica zona a confine con la Francia. L’Ufficio elvetico dell’agricoltura ha inoltre respinto "le richieste di estensione dell’area geografica, poiché non vi sono altre regioni in cui sia accertata una tradizione".

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Il successo e la morte dell'assenzio 4 di 7

Alla storia del distillato, la cui immagine evoca ancora oggi le atmosfere bohemien dei primi anni del Novecento, la Svizzera ha dedicato musei e anche tour culturali. La fatina verde è la star indiscussa della Val de Travers e Svizzera Turismo promuove percorsi ad hoc lungo il confine franco-elvetico dedicati alla storia e ai metodi di produzione artigianale ma anche alle leggende che hanno circondato la figura della "fata verde". Compresa quella che ne sancì la morte, la convinzione che l’abuso di questa sostanza provocasse pericolosi effetti a livello psicologico e che portasse a lunogo andare alla follia. Nei primi decenni del Novecento, dopo una vera e propria campagna morale e sociale, la sua diffusione fu proibita in molti paesi. Nella stessa Svizzera la produzione dell’assenzio si arrestò a causa dei divieti che rimasero in vigore per più di novant’anni. Le distillerie riaprirono soltanto nel 2005.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 agosto 2012
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