“Le fate sono morte”… e cantano con successo

Sono insieme da 5 anni e promuovono un sound personale ed energico: ne parliamo con Andrea Di Lago, cantante e chitarrista della band “Le Fate Sono Morte”

Le Fate Sono Morte” è un nome sicuramente forte e carico di energia ed è quello che ha scelto la band di quattro ragazzi di Varese e Milano, da 5 anni impegnati insieme a scrivere canzoni e a suonare nei locali della nostra zona.
Incredibile ma vero, non nascono come cover band, ma fin dal principio scrivono canzoni proprie e originali, secondo il loro stile di alternative pop italiano. Il loro crescente successo è dato
dall’evidente passione per ciò che creano, cosa che si nota nella musica e nei testi: questi parlano spesso della disillusione, data dal passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta, che inevitabilmente comporta l’abbandono delle illusioni per vivere nella realtà. Ma questo non è necessariamente negativo, poiché questo è il primo passo per crescere: questo ci racconta il cantante e chitarrista della band, Andrea Di Lago, con cui abbiamo scambiato due parole di recente.
 
Prima di tutto: chi sono Le Fate Sono Morte? E come vi siete conosciuti?
« Le Fate sono Morte sono un gruppo di quattro ragazzi di Varese, di età varie –dai 18 ai 30 anni- che suonano insieme da 5 anni. Nel corso del tempo la formazione è cambiata: ora la band è costituita da me –voce e chitarra-, Federico -chitarra solista-, Stefano –basso- e Giuseppe –batteria-, e posso dire che questa formazione è la migliore che abbiamo mai avuto. Abbiamo iniziato a suonare insieme un po’ per caso: io e Beppe –il batterista- ci siamo conosciuti su myspace, mentre gli altri componenti erano amici miei o suoi, eccezion fatta per Federico che, evidentemente determinato a suonare con noi, è venuto direttamente a cercare me per propormi di suonare insieme ».
 
Parliamo un po’ della vostra musica: quali sono le influenze che caratterizzano le vostre
composizioni?
« La nostra musica è influenzata da molte cose, in primis dalla vita di tutti i giorni, da quello che leggiamo, dalle nostre esperienze quotidiane. Per quanto riguarda le influenze musicali direi che sentiamo molto l’ascendente dei gruppi e dei generi che ci piacciono e che ascoltiamo abitualmente: tra questi band come gli Afterhours e i Malfunk ma anche dai pezzi di artisti come Cesare Cremonini o Giorgio Canali. Si può dire che la nostra band nasca come genere grunge, ma negli anni, proprio grazie alle diverse naturali influenze, abbiamo subìto un’evoluzione tale che adesso il genere che facciamo credo sia definibile come ”post-grunge alternative pop”, per usare le espressioni professionali delle etichette legate alla musica ».
 
È appena uscito il video del singolo ‘La storia non siamo noi’, e avete già pubblicato una demo e un EP: come sono state le vostre prime esperienze in studio?
« Le nostre esperienze fin’ora sono state sicuramente positive, abbiamo sempre collaborato con persone sicuramente disponibili e ben disposte nei nostri confronti. Noi non apparteniamo a nessuna casa discografica, avendo esse dei costi molto elevati: i nostri album sono stati autoprodotti, mentre per quanto riguarda la distribuzione è il sito “Wondermark” che si occupa di marketing. Questo ha promosso il nostro EP “Seria(L)mente” nei maggiori siti online, tra cui anche iTunes, che per noi è essenziale non essendo i nostri album al momento disponibili nei negozi. Detto questo posso assicurare che la nostra band ha avuto molta fortuna nella realizzazione dei singoli e soprattutto dei video: abbiamo sempre trovato collaboratori che hanno creduto nel nostro progetto e che hanno lavorato con noi nel migliore dei modi sostenendoci in ogni occasione».
 

Parliamo invece un po’ del punto di vista pratico: cosa vuol dire essere una band emergente nel nostro territorio, la zona di Varese? Ci sono vantaggi e svantaggi?
« Questa zona, tra Milano e Varese, è sicuramente un territorio prospero per le band emergenti: ci sono molti locali che offrono a noi come ad altri gruppi desiderosi di farsi conoscere l’occasione di suonare il più possibile. In ogni caso, qualsiasi sia la zona di provenienza, per una band emergente come noi l’importante è avere sempre dei contatti attivi, che significa avere il maggior numero possibile di opportunità per farci conoscere ed entusiasmare il nostro pubblico».
 
Come ultima domanda uno sguardo al futuro: quali sono i vostri prossimi progetti?
« Dopo la recente uscita del singolo “La storia non siamo noi” con tanto di video ufficiale i nostri progetti prevedono la registrazione ad ottobre di un nuovo pezzo, che sappiamo già sarà initolato “Anime Artificiali”. Questo sarà poi parte di un futuro album, e anche di questo possiamo anticipare il titolo: “La nostra piccola rivoluzione”. Per quanto riguarda il tour abbiamo già girato l’Italia settentrionale centrale e settentrionale per 5 anni, con date più o meno lontane; adesso siamo in pausa, ma speriamo di riprendere a suonare per il pubblico in autunno».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 agosto 2012
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