Mercato: al Varese resta il colpo in canna

Ebagua resta e rischia il muro contro muro, Martinetti non parte e fa sfumare l'arrivo di Bjelanovic. E anche i giovani rifiutano il trasferimento. Milanese confida nel nigeriano: «Se prolunga, torna subito in campo»

Doveva cambiare quasi tutto, non è cambiato quasi niente. L’ultimo scampolo di calciomercato, terminato alle 19 di oggi all’Atahotel di Milano, ha lasciato il Varese con in mano una sorta di cerino con le sembianze di Giulio Ebagua: il centravanti nigeriano era dato per partente quasi sicuro ma alla fine è rimasto in forza ai biancorossi con anche la prospettiva di rimanere in tribuna se i rapporti con la società non cambieranno. Ma l’altra notizia roboante dell’ultim’ora riguarda il mancato arrivo di un bomber di esperienza, Sasa Bjelanovic, bloccato dal Varese e sfumato quando Daniele Martinetti ha detto «no» ad Ascoli e, in extremis al Brescia.
Un finale abbastanza deludente per i tifosi che si aspettavano di abbracciare una nuova punta che potesse vestire i panni del cannoniere principe della squadra, ruolo che l’ex veronese avrebbe potuto ricoprire. Ma andiamo con ordine, analizzando le diverse situazioni anche con le parole a caldo del direttore sportivo Mauro Milanese, impegnato nelle trattative milanesi con Montemurro e D’Aniello.

EBAGUA – La situazione più intricata riguarda Giulio Ebagua cui la società aveva da tempo proposto un allungamento del contratto che finora è stato rifiutato. Il Varese avrebbe ceduto il bomber in caso di un’offerta danarosa ma con il passare dei minuti le possibilità sono diminuite fino ad azzerarsi e ora la presenza di Giulio rischia di essere un boomerang. Su di lui, Milanese è chiaro: «La nostra posizione non cambia: se firmerà il contratto tornerà in campo, altrimenti finirà come con l’Ascoli (quando il giocatore è rimasto in tribuna ndr). Io confido in lui perché è un ragazzo intelligente: viene da una stagione difficile come quella scorsa, non può perdere altri mesi fuori dal terreno di gioco. Noi ci siamo messi a disposizione, abbiamo sondato il mercato ma alla fine le offerte per lui sono scemate: anche quella del Cluj non si è mai concretizzata. Ora Giulio ha la palla tra i piedi e può decidere il suo futuro».

MARTINETTI - Chi però ha fatto "saltare" una trattativa ben avviata con Bjelanovic è stato Daniele Martinetti, che per diverse ore è sembrato sicuro dell’addio. Prima c’era l’Ascoli, poi – all’ultimo momento – si è fatto avanti il Brescia ma al "gong" delle 19 l’ex Sassuolo è rimasto in biancorosso. «Dopo il rifiuto di andare ad Ascoli era emersa la possibilità di andare alle Rondinelle – dice Milanese – ma a quel punto c’era poco tempo ed è trascorso senza che arrivassero decisioni in merito da parte del giocatore. Avevamo eventualmente pronto Bjelanovic ma non potevamo acquistarlo senza prima sfoltire la rosa, quindi rimaniamo con questi attaccanti che sono comunque un gruppo in grado di ben figurare. Intanto auguriamoci che Momentè segni con il Lanciano e pensiamo subito a fare altri punti». 

GLI ALTRI – Il Varese aveva anche sul mercato alcuni giovani, ma di questi il solo Pompilio ha trovato "casa" in Lega Pro a Pavia, dove sarà a disposizione di Giorgio Roselli e potrà mostrare il suo talento in un campionato senior. Niente da fare invece per Serrano, Miceli e Carrieri, con quest’ultimo che finirà di nuovo fuori lista e sarà costretto ad allenarsi senza giocare. Amaro il commento di Milanese sui primi due: «Avevamo proposto una serie di destinazioni perché siamo convinti che debbano farsi le ossa, ma tutte le proposte sono state rifiutate. C’erano Foligno, Milazzo, Taranto, Sorrento e altre ancora e non capisco perché non siano stati accettati i trasferimenti. Forse qualcuno è anche mal consigliato» chiosa l’ex terzino dell’Inter, deluso dalla conclusione eccezion fatta per Pompilio «che ha fatto un’ottima scelta e che giocherà senz’altro».

L’ANALISI - Allo stato attuale quindi il Varese non ha cambiato pelle e, anzi, si trova a dover risolvere la "grana" Ebagua che il mercato poteva già attenuare. Da questo finale ci si aspettava di più, e questo è chiaro: dalla cessione di De Luca alla chiusura delle operazioni sono trascorsi due giorni infruttuosi e logoranti che non hanno cambiato le carte in mano a Castori. A questo punto la soluzione migliore sarebbe quella di un accordo tra club ed Ebagua, perché Neto e Momenté non garantiscono la tenuta fisica necessaria ad affrontare in tandem l’intero girone di andata. Certo, ci sono anche Eusepi e Martinetti ma la sensazione è che solo il nigeriano – piaccia o meno – sia in grado di dare la marcia in più al reparto d’attacco.
Il resto della squadra pare ben assortito, e dopo l’arrivo di Kone non bisogna lamentarsi del mancato approdo di Delvecchio che sarebbe stato un "surplus" seppure di qualità. Forse si poteva chiudere qualche operazione diversa sulle fasce, visto che Kink salterà diverse gare per via della nazionale, ma tutto sommato in quel settore ci sarà modo di prendere le misure.
Ora la palla passa a Castori e ai suoi uomini: starà a loro dimostrare con i fatti di valere le parti alte della graduatoria cui la squadra aspira, ammesso di trovare qualcuno in grado di far gol con continuità. E ora, sotto con il Lanciano.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 agosto 2012
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