Panorama e la Gazzetta dello Sport: bufera doping

Sul numero di Panorama di questa settimana, anticipazioni delle indagini di Padova che lo coinvolgono. ma lo sportivo risponde alla Gazzetta. «Se perdo le olimpiadi, denuncio tutti»

Il ciclone Michele Ferrari tocca anche il ciclismo nostrano. Il medico che i tesserati del Coni non possono incontrare perchè coinvolto in varie ionchieste sul doping, avrebbe avuto contatti anche Fabrizio Macchi, l’atleta varesino in partenza per le Paralimpiadi a Londra. La notizia proviene dalle indagini in corso a Padova, che coinvolgono circa 70 sportivi tesserati Coni ed emerge da una anticipazione di Panorama, in edicola da oggi, 23 agosto, che ha per prima intervistato il medico preparatore (audio  e testo delle mail) definito da tutti, e nell’inchiesta stessa, "il Mito":

Tra i pazienti del Mito secondo gli investigatori ci sarebbero addirittura sportivi paraolimpici, come Fabrizio Macchi, bronzo ai mondiali di ciclismo su pista, in gara alle prossime olimpiadi di Londra.

Nell’articolo, scritto da Giacomo Amadori e Gianluca Ferraris,  sono segnalati anche altri dei settanta sportivi circa coinvolti nell’inchiesta della procura di Padova, con particolare attenzione per gli atleti dell’Astana, il cui ciclista di punta è il kazako Alexandr Vinukorov. E in alcune righe riporta anche le prime precisazioni dell’atleta varesino: 

Macchi precisa: «Ferrari non mi ha mai seguito, lo conosco perchè sua figlia ha fatto la tesi in scienze motorie su di me»

Macchi ha poi precisato maggiormente le sue posizioni alla Gazzetta dello Sport cartacea, nell’edizione di giovedì 23 agosto. Il quotidiano, dopo avere sottolineato come ora lo sportivo varesino rischi la chiamata della procura del Coni e l’addio alla paralimpiade di Londra, riferisce la conversazione con lui in questo modo: 

«Fu Ferrari a contattarmi. Il lavoro per la tesi è durato circa un anno e mezzo, tra il 2008 e il 2010. Abbiamo fatto un test all’istituto di Ferrara, in presenza di altri medici, e stilato un programma, visto che venivano esaminati tutti i miei valori. Ogni volta, con la figlia Sara, c’era anche lui. Ci saremmo visti una decina di volte. Ovvio che abbia parlato con loro anche al telefono e via email, ma non sono indagato. E se perdo l’olimpiade denuncio tutti»

Sulla versione on line della rivista, anche l’audio dell’intervista e le mail di Michele Ferrari arrivate a Panorama

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 agosto 2012
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.