Quel lago in cartolina che resiste ai tempi di Facebook

Da 15 anni realizza cartoline, ed è passato attraverso alla crisi del rullino e all’arrivo dei social network. La storia di Mario Parietti, fotografo luinese innamorato del Verbano e dei suoi dintorni

parietti luinoHa cominciato a fare cartoline quando si mandavano i primi sms, e resiste oggi alla crisi economica e ai tempi di Facebook, di quando arrivi in un posto, e per far vedere che ci sei scatti una foto col cellulare e "tagghi" gli amici, punto e stop. Non come avveniva una volta, con le ultime serate di mare – o di lago in questo caso – che si trascorrevano dopo l’uscita per il gelato nei tavolini a leccar francobolli e a porsi la domanda: “Cosa scrivo a questo o a quell’amica?”
Mario Parietti, 48 anni, anni vive a Luino e fa il fotografo professionista e a metà degli anni 90 si è trovato con un enorme archivio di paesaggi.
«È stato in quel periodo che venni contattato da una tipografia di Mesenzana, la Marwan – racconta Mario – che mi fece un’offerta. L’accordo stava nel realizzare gli scatti (ma molti già li avevo) delle diverse località, farli stampare, per poi procedere anche alla vendita. Provai a mettere in piedi l’attività e mi accorsi che funzionava».
Una scommessa tuttora aperta, perché l’esplosione tecnologica ha fatto diventare tutti fotografi. Mario ha vissuto i passaggi della tecnologia sulla sua pelle, fra uscite per immortalare un tramonto e scatti di gelide e terse albe invernali sul lago: prima l’ebrezza dei click senza rullino, con le prime digitali via via sempre più sofisticate che permettevano di immortalare in migliaia di angolature quello che una volta potevi giocarti in 24 o al massimo 36 pose. Non c’era da mettere in carica le batterie, come ora, ma il grande svantaggio era nella pellicola da comprare, da inserire. Poi i costi per la stampa, i negativi: tutto spazzato via dalla tecnologia.
«Sì tutto vero, ma poi sono arrivati i cellulari con fotocamera, poi gli mms, e infine Facebook».
E qual è stato il risultato?
«Se teniamo conto che a questo panorama tecnologico si è sommato anche l’ultimo periodo di crisi, non è difficile intuire che in molti, tra i rivenditori di cartoline, hanno chiuso: resiste chi si è specializzato in prodotti di qualità e in gadget. Molte sono le attività che hanno abbassato le serrande, specialmente nella sponda lombarda del Lago Maggiore ».
La sponda magra, la chiamano, ma è così anche per i paesaggi?
«Direi di no, dal momento che molti degli “evergreen” come ad esempio Santa Caterina del Sasso rientrano nei soggetti che raffigurano la sponda varesina del Lago Maggiore».
Quali sono gli scatti più venduti? santa caterina parietti
«Oltre Santa Caterina direi anche le Isole Borromee, che rappresentano un’attrazione intramontabile, oltre ai castelli dei pirati, quelli di Cannero. Le cartoline più richieste restano comunque i panorami che sul lago sono stupendi».
Quanto costa una cartolina?
«Il prezzo che facciamo al cliente dipende dai quantitativi che vengono ordinati: più ne comprano, meno pagano. Al pubblico vige di solito la regola della concorrenza: in posti come Stresa, dove ci sono moltissime rivendite, i prezzi sono in genere più bassi. Nei paesini più lontani dalle mete turistiche è possibile pagare di più: dipende dalla politica che fa il rivenditore. I formati sono tre: c’è il 10×15, il 12×17 o il panoramico. I prezzi del 12×17 variano appunto tra i 50-60 centesimi e l’euro».
Ma qual è il cliente tipo che ancora resiste alla tecnologia e compra cartoline?
«C’è da fare una distinzione. C’è chi le cartoline le spedisce, e sono rimasti veramente in pochi: spesso lo fanno le famiglie, o gli irriducibili del francobollo. E poi c’è la cartolina come gadget: il formato panoramico, ad esempio, ma anche quello tradizionale possono rappresentare il ricordo di un luogo a poco prezzo ma ritratto con una foto di qualità: non sempre il tempo è bello per poter scattare anche col cellulare o con la propria macchina fotografica».
Paesaggi, le isole, il lago: c’è “solo” questo da fotografare e da mettere in cartolina?
«No! Anzi. Sto preparando molti lavori che ritraggono posti meno conosciuti ma ricchi di fascino, come ad esempio le cascate: nel Varesotto ve ne sono moltissime e sono di una bellezza mozzafiato».

(nell’articolo: particolari di foto edizioni Marawan, autore Mario Parietti. Dall’alto: Luino, il porto vecchio; Leggiuno, Santa Caterina del Sasso, l’eremo.
Molti scatti sono visibili nel blog dell’autore 
http://archiviolagomaggiorevaresotto.blogspot.it/)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 agosto 2012
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