Ricette mediche, una rivoluzione che piace poco

Le prescrizioni con il solo principio attivo dei medicinali sono ormai partite. Molte le perplessita'. Innanzitutto il momento scelto per introdurre questa delicata innovazione

L’entrata in vigore della nuova disposizione non gioca certo in favore di utenti e prescrittori. A Ferragosto, con la maggior parte delle persone lontane dalla propria residenza, dalla farmacia e dal medico di fiducia, non è sicuramente facile mettere insieme disturbi con farmaci generici e fiducia della gente. Ne è convinto il dottor Daniele Ponti, medico di medicina generale a Induno, segretario provinciale della FIMMG, organizzazone sindacale che ha espresso sul proprio sito nazionale tutte le perplessità, chiedendo un incontro al Ministro della Sanità Balduzzi: « Per contratto, noi abbiamo 30 giorni di tempo per adeguarci alla normativa. Dobbiamo sistemare la parte informatica, risolvere qualche questione interpretativa tecnica. Siamo in attesa di circolari esplicative senza le quali sara’ davvero complicato attenerci alla legge. Mi metto nei panni delle guardie mediche impegnate in questi giorni nelle localita’ turistiche. Come si fa a prescrivere un farmaco generico quando ti arriva un paziente con la sua ricetta e vuole solo la medicina indicata? È mancato il tempo per informare adeguatamente i cittadini».

Dallo scorso 15 agosto, quindi, i medici devono prescrivere solo il principio attivo, la molecola del farmaco, lasciando al farmacista il compito di suggerire il farmaco generico a disposizione. Se il paziente vorra’ il brand dovra’ pagare la differenza di tasca propria: « Dato che si tratta di casi di malattie nuove o del riacutizzarsi di un vecchio malanno, la cifra che si deve aggiungere si aggira sui 2 o 3 euro. Diverso e’ il caso dei pazienti cronici, che devono assumere medicinali ogni giorno: loro sono esclusi da questa rivoluzione e possono continuare a richiedere il farmaco a cui sono abituati».

La Fimmg denuncia il fatto che la normativa rischia di mettere in difficolta’ i medici che non possono intervenire pur conoscendo la storia sanitaria del paziente, le sue intolleranze, i suoi problemi. Tantomeno, si potra’ evitare di somministrare medicinali conosciuti, con scatole ben individuabili per evitare confusione tra i soggetti piu’ anziani: « È ancora troppo presto per capire quali ricadute ha questa rivoluzione. Certo, noi abbiamo iniziato a prescrivere la molecola, ma c’e’ ancora troppa poca gente in giro per fare un bilancio»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 agosto 2012
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