Servizio scorte, il sindacato di polizia denuncia “condotta antisindacale”

"Lo Scudo", piccola sigla della polizia presente anche nella Questura di Varese, lamenta il trasferimento interno di un sovraintendente attivo nel sindacato

Le restrizioni della “Spending review” si fanno sentire, il sindacato chiede tutele per gli agenti del servizio scorte e in Questura a Varese c’è un po’ di malumore, almeno così denuncia il sindacato. Lo "Scudo", piccola e battagliera sigla comparsa anche a Varese, ricorda che «Roberto Maroni e il “senatur” Bossi e altri hanno ancora scorte al massimo livello di sicurezza» (come previsto per gli ex ministri, va detto). «Ai poliziotti impiegati nelle scorte non viene “regalato” nulla: a fronte di una vita senza orari, priva della possibilità di assumere impegni familiari, sociali e personali, a costante rischio, viene corrisposto uno stipendio esattamente uguale agli altri, aumentato solo dagli “straordinari” (i più bassi d’Europa) che questi effettuano sulla strada, spesso correndo con autoveicoli non sempre adeguati, poi pagati “col contagocce” – afferma il segretario nazionale dello Scudo, Marco Di Dio – È una vita dura, eppure qualcuno sembra considerarli dei privilegiati, tanto che, appena è cambiata l’aria politica (leggasi governo) sembra che a quei poliziotti qualcuno voglia far pagare il conto».
Da dove nasce il caso? Secondo il sindacato il Sovrintendente a capo del servizio scorte, attivo nel sindacato, si sarebbe attivato per i colleghi e si è visto «con provvedimento immediato del questore, assegnato a incarico interno, burocratico, in uniforme e completamente diverso da quello per il quale egli è stato specializzato». Secondo lo "Scudo", si tratta di una condotta antisindacale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 agosto 2012
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.