Tre Valli, c’è tutto per una grande corsa. Tranne i campioni

Percorso stupendo, allestimento perfetto, amministratori entusiasti, diretta tv. Ma il tasso tecnico della classica di agosto è crollato; mancherà anche la Liquigas. Oldani: «Nessuno tutela gli organizzatori»

Il percorso, spettacolare e difficile, torna tra quelle Tre Valli (Valceresio, Valganna, Valcuvia) che ispirarono il nome della corsa. Gli organizzatori sono quelli che hanno allestito un Mondiale indimenticabile e garantiscono che ancora una volta ogni cosa andrà al suo posto. La Rai ha confermato il suo impegno e, per la gioia dei tanti amministratori e sponsor, proporrà anche per quest’anno una diretta di due ore e mezza sul terzo canale che porterà le immagini del Varesotto in tutta la penisola. Ci sono premi (compresi quelli dei due challenge – Trittico Lombardo e Trofeo Regio Insubrica) per i corridori, punti validi per la classifica internazionale e naturalmente tanto pubblico su un percorso che si snoda da Campione d’Italia a Varese per poi concludersi sul lungolago di Luino dove nei prossimi giorni ci saranno anche diversi eventi collaterali.
E allora cosa manca alla 92a edizione della Tre Valli, che si disputerà il prossimo 18 agosto, di sabato e non più al martedì come negli anni recenti? Semplice: i campioni e le squadre importanti, quelli e quelle che siamo abituati a vedere al Giro o al Tour e che fanno battere il cuore a milioni di tifosi.
Una deriva in atto da anni, e tutti se ne erano accorti, ma che questa volta arriva a livelli forse di non ritorno. Al via ci saranno solo 16 formazioni e circa 126 atleti, pochi e soprattutto non particolarmente qualificati: due solo infatti le squadre Pro Tour (la Serie A del ciclismo) contro le quattro o cinque che eravamo abituati a vedere negli anni scorsi. Si tratta dell’italiana Lampre e della spagnola Movistar (con Visconti e Bruseghin), e già da qui si capisce che a Campione d’Italia non ci saranno le maglie verde-blu delle Liquigas-Cannondale, il più importante team nostrano che schiera il cassanese Ivan Basso e Vincenzo Nibali, terzo al Tour. Non c’è neppure la Orica-GreenEdge, ricca e potente formazione australiana che fa base tra Gavirate, Castronno e Brunello e che ha il varesino Nardello tra i direttori sportivi.
Le stelle della corsa saranno così o vecchi campioni del pedale (Garzelli, Di Luca, Pellizzotti) o giovani interessanti (Ulissi, Malori – nella foto: oro a Varese 2008 nella crono under 23 -, Felline, Betancour, Duarte…) nella speranza che sia dei giochi almeno Damiano Cunego. Un’eccezione arriva dalla transalpina Europcar che avrà i due campioni più amati in Francia, Thomas Voeckler e Pierre Rolland, ingaggi ottimi ma che da soli non possono risollevare il livello della Tre Valli. Quel che non manca è l’internazionalità e in questo senso la "Binda" ha lavorato bene: tre squadre belghe, una canadese, una russa, una colombiana fino alla grande novità cinese (la Champion System) permetteranno alla Rai di vendere anche i diritti tv a qualche emittente estera e a lanciare così Varese e le sue bellezze oltre i confini nazionali. Ma ciò non cambia la questione e il primo a saperlo è proprio Renzo Oldani, a capo della "Binda" che ogni anno fa i miracoli per allestire una corsa importante e storica. «Noi organizzatori non siamo tutelati – spiega Oldani – In Italia stanno scomparendo gare, una dopo l’altra, ma nessuno dà una mano a chi sacrifica tempo e investe denaro per allestire le corse. Si creano strutture su strutture, e io stesso sono stato chiamato a dare vita alla Lega del Ciclismo, ma alla fine ognuno viene lasciato in balia di se stesso, schiacciato da un calendario internazionale che prevede tre o quattro appuntamenti in contemporanea. La Liquigas non viene per questo, la GreenEdge sinceramente mi ha deluso perché si allena tutto l’anno a Varese, usa strutture nostre e mi ha costretto a inseguirla per poi dirmi di no».
In tutto questo la Federciclo sembra sempre più assente: il suo presidente Di Rocco (foto a lato) ha sfilato sorridente a Londra subito dietro alla portabandiera Vezzali, ha avuto il suo spazio sulla brochure della Tre Valli ma appare sempre più lontano dai reali bisogni del ciclismo azzurro (che alle Olimpiadi non ha colto medaglie e si è affidato alle buone prestazioni di qualche singolo, come Viviani o Pinotti). Lo stessocomitato provinciale FCI oggi brillava per la sua assenza, nonostante venisse lanciata la "madre di tutte le gare" per chi vive da queste parti.
Dispiace vedere queste cose anche perché la "Binda", come già ribadito, fa le cose per bene e regalerà alla gente un’altra giornata di grande sport nonostante un budget sempre più difficile da reperire. L’intervento di Campione d’Italia e di Luino (oggi c’era il vicesindaco Franco Compagnoni: sinceri complimenti alla città sul Lago Maggiore per la dedizione) è stato fondamentale per assicurare location di prestigio mentre Varese ha conservato un tratto di gara sul proprio territorio perdendo però per l’ennesima volta la sede d’arrivo, e anche su questo ci sarebbe da riempire pagine su pagine. Ci limitiamo a registrare il saluto dell’assessore allo sport, Maria Ida Piazza, oggi padrona di casa a Palazzo Estense, che ha dato appuntamento a tutti il prossimo 18 agosto per gustare la corsa. Aggiungendo che lei non ci sarà per via delle ferie: ottimo esempio…

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 agosto 2012
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