“Un annuncio scandaloso che è diventato un boomerang”

Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero e Consigliere Comunale di Varese, bacchetta la Giunta Fontana su Villa Mylius

Alessio Nicoletti ricostruisce i passaggi pubblici della vicenda legata al rapporto tra l’amministrazione di Varese e la Fondazione Marchesi. Pubblichiamo integralmente il suo comunicato.
“L’11 Maggio 2011, a pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo di Sindaco e Consiglio Comunale, la Giunta Fontana emetteva il comunicato stampa n. 146 dal titolo “Concessione di Villa Torelli-Mylius alla Fondazione Marchesi”, che recitava testualmente:

«Villa Mylius sarà sede della Fondazione Marchesi e diventerà un centro di eccellenza di formazione, tra art food e musica, un punto di attrattività per il pubblico e di lavoro. Insomma, il luogo ideale per coltivare la vocazione di Marchesi a considerare la cucina come una forma d’arte. La giunta comunale ha infatti deliberato questa mattina sulla concessione di Villa Torelli-Mylius alla Fondazione Gualtiero Marchesi. Dopo una lunga trattativa, e un’attenta valutazione di tutti gli aspetti tecnici, si è arrivati alla convenzione con la stessa Fondazione. Ad annunciarlo il sindaco Attilio Fontana ed il vicesindaco Giorgio De Wolf insieme a Gualtiero Marchesi, presidente della Fondazione, a Enrico Dandolo, vicepresidente, e al segretario comunale Filippo Ciminelli. Quando nel 2007 abbiamo ricevuto la donazione dalla famiglia Babini Cattaneo – spiega il sindaco – l’indicazione e la nostra stessa idea era di destinare gli immobili a sede per la promozione e lo svolgimento di attività culturali, di formazione, di ricerca e di studio. La concessione alla Fondazione Marchesi è quanto di più prestigioso e interessante potessimo realizzare, per il respiro internazionale e l’altissima valenza culturale.Gualtiero Marchesi ha ricordato il suo lavoro, la sua cucina di alto livello che è innanzitutto “filosofia della cucina”.  La cucina è arte – spiega -: con la Fondazione si fa cultura partendo da bambini. Ecco, partire dai ragazzi e prepararli al bello fin dall’ età prescolare, coltivandone il gusto per tutte le arti attraverso dei corsi di musica, di pittura, di scultura, dei laboratori teatrali e culinari. La fondazione mette a frutto la mia storia, con l’insegnamento del buono e la cura del bello. La fondazione porterà avanti molteplici attività di formazione “che fanno parte del dna di Marchesi” ha sottolineato il vicepresidente Dandolo. “Villa Mylius diventerà qualcosa in più di una scuola di cucina, diventerà il centro di collegamento trasversale tra arti. E la cucina è una delle arti. Il pubblico sarà quindi coinvolto con eventi ed attività che si concentreranno in alcune giornate, due o tre, su temi particolari».
L’ennesimo annuncio, da noi bollato allora come scandaloso, che oggi ritorna come un boomerang sul tavolo della Giunta Fontana che, a distanza di oltre un anno, deve alzare bandiera bianca. Un altro fallimento che, ci permettiamo di sottolineare, era nell’aria. Non a caso,  il 21 Febbraio 2012 chiedevamo con interrogazione scritta lumi sul futuro di Villa Mylius, acquisita nel lontano 2007, nutrendo seri dubbi sulla destinazione della villa alla fondazione Marchesi e rilanciando l’idea di realizzare uno spazio espositivo permanente dei cimeli risorgimentali di proprietà del Comune di Varese. La risposta non si fece attendere ed il 7 Marzo 2012 la Giunta Comunale, per tramite del Vice Sindaco Baroni, ci rispose che «Stante la volontà  comune dell’amministrazione e della fondazione Marchesi di dar corso a quanto a suo tempo concordato non si intravedono al momento motivi per dover recedere dall’iniziativa intrapresa».
Non aggiungiamo altro…”

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 agosto 2012
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