Un festival dedicato a Tolkien

L'8 e 9 settembre l'opera dell'autore del Signore degli Anelli sarà al centro di una due giorni con concerti, conferenze e laboratori, oltre che ad artigianato e arte

Appassionati di Tolkien in festa a Castellanza l’8 e 9 settembre: l’assessorato alla cultura e le associazioni Tolkieniana Net, Eldalië e Granburrone organizzano infatti il Primo Festival Tolkieniana Net a Castellanza nella bella sede di Villa Pomini.
Sabato è previsto l’evento "Aspettando Lo Hobbit Ritorno a Númenor", con rievocazioni in costume e spettacoli d’arme si alterneranno a conferenze e concerti, tornei e laboratori si accompagneranno a esposizioni artistiche e di artigianato. Autori ed artisti incontreranno il pubblico, all’esterno zona ristoro e mostra-mercato. Madrina dell’evento sarà Barbara Baraldi, autrice di romanzi noir, libri per ragazzi e sceneggiature di fumetti. Insieme a Camilleri, Lucarelli, Carlotto e De Cataldo, è protagonista di «Italian noir», il documentario prodotto dalla BBC sul thriller italiano. Ospite d’onore “virtuale”, protagonista di una teleconferenza in diretta con la Nuova Zelanda, sarà Daniel Reeve, calligrafo e cartografo sia nella saga cinematografica del Signore degli Anelli, sia nella nuova triolgia dedicata a Lo Hobbit il cui primo film Lo Hobbit – Un Viaggio Inaspettato arriverà in italia il 13 dicembre prossimo. Sul sito web ufficiale dell’evento è possibile trovare il programma completo e aggiornato dell’evento, l’elenco degli ospiti, dei gruppi musicali e dei conferenzieri, fra i quali citiamo Fabrizio Valenza, Adolfo Morganti, Paolo Gulisano, Chiara Nejrotti, Fabio Porfidia, Giuseppe Festa e i Lingalad, il gruppo celtico Cantlos. Gioco e divertimento si accompagneranno a mostre d’arte e ad occasioni di approfondimento culturale, in un evento adatto a tutta la famiglia. L’evento ha il patrocinio della Provincia di Varese e della Regione Lombardia.

In Italia, tra copie del libro vendute dal 1970 ad oggi, incassi della trilogia di The Lord of the Rings e manifestazioni tolkieniane, si può affermare facendo una stima approssimativa che gli appassionati solo di Tolkien si aggirino intorno ai due milioni di persone. Ma quelli del fantastico in generale sono molti di piú: si aggirano tra i tre ed i cinque milioni circa. Non sono facilmente individuabili perché non tutti vivono questa passione a livello sociale; preferiscono la dimensione piú ristretta e privata degli amici. Il pubblico amante di Tolkien è tuttavia una comunità in crescita, decisamente variegata e di complessa delineazione. Non esiste un utente medio come non è possibile parlare di una età definita, o di una classe sociale o preparazione culturale determinata. Ci sono giovani e meno giovani, impiegati, ingegneri, avvocati, medici e liceali.
Chi si è avvicinato tramite i film di Peter Jackson, chi tramite la lettura, chi tramite la passione dei giochi di ruolo, chi perché ama semplicemente i fumetti, i videogiochi e tutto ciò che concerne il mondo fantasy / fantastico, chi perché è un convinto ecologista sostenitore del ritorno alla natura.
Non può essere solo la passione per l’autore la semplice chiave di lettura di questo "fenomeno", anche perché diversi sono i punti di vista tra i cosiddetti fan su come valutare le opere di Tolkien. Tutti i tolkieniani si trovano d’accordo, però, su un punto, per quanto riguarda le opere del maestro: ossia che è piú corretto parlare di MITO, piuttosto che di fantastico.
E dentro il mito, come sosteneva lo stesso Jung, le persone trovano uno spazio psichico dove poter riflettere sui propri valori piú profondi, anche tramite il gioco e la musica. Ecco perché questo fenomeno non è destinato ad esaurirsi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 agosto 2012
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