Vi ricordate i pendolari “da Castelletto”?

Dieci anni fa la regionalizzazione delle ferrovie creò alcuni paradossi: i pendolari facevano "i piemontesi", allungavano virtualmente il viaggio quotidiano per risparmiare un po' di euro

Il trucco era semplice e in breve tempo quasi tutti l’avevano imparato: il pendolare Gallarate-Milano si "fingeva" piemontese, acquistava un abbonamento da Castelletto Ticino e risparmiava qualche euro. Era il 2002 e la regionalizzazione del servizio fece nascere il fenomeno curioso: le tariffe regionali Lombardia erano ben più alte di quelle nazionali, così spesso conveniva allungare il proprio viaggio giornaliero facendolo diventare "virtualmente" un viaggio interregionale (foto: da Flickr, utente Gabry1970). Fu così che, improvvisamente, si impennarono gli utenti in partenza dalle stazioni fuori Lombardia: spuntarono centinaia di pendolari "virtuali" dalla stazioncina di Castelletto Ticino (provincia di Novara, appena oltre il ponte sul Ticino di Sesto Calende), ma anche da Valmadonna (provincia di Alessandria, appena oltre il confine con la provincia di Pavia), di Pontecurone, prima stazione emiliana al di là del Po. Per chi partiva da Gallarate, il risparmio era di 7 euro netti. «Quattordicimila lire!» avranno detto ai tempi i gallaratesi, alle prese da poco con la nuova valuta europea, entrata in vigore pochi mesi prima.

Il fenomeno non sfuggì neanche ai giornali locali: così lo raccontava il nostro Roberto Rotondo, sulle pagine di VareseNews, il 29 agosto 2002.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 agosto 2012
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