Via i new jersey da viale Milano: arriva il guard rail “in legno”

Rifatta l'asfaltatura, non ricompaiono i divisori tra le due corsie di marcia: saranno sostituiti da un nuovo guardrail di aspetto "più decoroso". In attesa, un giorno, di una ristrutturazione più ampia del viale

L’asfalto nuovo è stato posato ormai da tre settimane, ma su viale Milano non ricompaiono i new jersey che dividevano le corsie di marcia. Come mai? «Li sostituiremo con un nuovo ripo di guard rail» spiega l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Gallarate Luigi Colombo. «Si tratta di un guard rail con la struttura in acciaio, ma rivestito in legno, per dare un apsetto estetico più gradevole». Una soluzione che permetterà finalmente di superare quella "provvisoria" fatta con i new jersey in plastica bianchi e rossi, che spesso venivano anche spostati o distrutti dalle auto in velocità (ultimo episodio a fine primavera: un giovane ne ha travolti diversi nel cuore della notte). Ovviamente si parla del tratto che va dalla caserma dell’aeronautica fino allo svincolo della superstrada 336 e il confine di Busto Arsizio. L’intervento non è certo provvisorio, visto che avrà anche un costo «di circa 200mila euro».

Se la soluzione «sarà destinata a far discutere» – come prevede l’assessore -, rimane la questione di quando partirà l’intervento. Le asfaltature sono state fatte da un pezzo e il ritorno dei vacanzieri (e quindi del gran traffico in città) non è poi così lontano. L’assessore Colombo speiga che «i tempi sono legati alla produzione del guardrail, che è di un tipo particolare». Ne servono 1600 metri, che non sono proprio pochini. «Ma nel frattempo, dipingeremo le strisce bianche continue per dare sicurezza. In mezzo verrà lasciato lo spazio per il guardrail che sarà normale e rispondente alla normativa, a parte l’aspetto estetico migliorato» (nella foto sotto: il viale come è oggi).

In passato il sogno dell’assessore Simeoni era di ammodernare viale Milano aumentandone il calibro e "raddoppiandolo" con una doppia corsia di marcia per ogni direzione. Un progetto ambizioso, che puntava a finanziamenti dal livello superiore, per un’opera troppo onerosa per essere sostenuta dal solo Comune. Per ora, però, tutto si è arenato: «Questa è una sistemazione "minima" per dare sicurezza alla strada, ma il discorso rimane aperto» dice ancora Colombo. Anche la possibilità di realizzare nuove rotonde per consentire lo "smistamento" dei veicoli verso i centri commerciali è nel frattempo tramontato: sono opere impegnative e di questi tempi gli operatori privati – che avrebbero dovuto finanziare il tutto – non hanno grandi soldi da spendere (per converso: in via Varese si sta realizzando una nuova rotonda vicino al Centro Commerciale Laghi) «Dobbiamo rinviare anche la creazione di attraversamenti pedonali: neanche a parlarne, in mancanza di rotatorie».

Resta il tentativo di dare una sistemazione più dignitosa e sicura al viale, che è una delle "porte d’ingresso" alla città, tra pochi resti di vecchie cascine e grandi centri commerciali. Per il resto, ci sarà tempo per discuterne: senza dimenticare anche che la strada appare ancora off-limits per ciclisti e pedoni. Nel frattempo, c’è già chi avanza la proposta di realizzare una pista ciclabile sul viale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 agosto 2012
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