350 euro, il costo di ogni studente pagato dalla Provincia

Presentato il bilancio di 5 anni di "gestione" degli istituti superiori. Un settore che ha visto ridurre gli sprechi e ottenere tutti i certificati nel campo della sicurezza

Da un insieme di scuole a un sistema unico di gestione. In cinque anni, la Provincia di Varese ha preso in carico 44 istituti superiori, per un totale di 367.000 mq a fini didattici e 173.000 mq di verde, e 36 strutture sportive costruendo una sorta di condominio dove è tutto registrato, studiato e amministrato: « I nostri interventi – spiega l’assessore all’edilizia scolastica Gianfranco Bottini – si sono concentrati inzialmente sulla sicurezza, poi abbiamo investito nella capacità energetica per arrivare a monitorare nel dettaglio tutte le voci di spesa delle nostre scuole».
 
In una conferenza stampa di “fine mandato” (« dato che non sappiamo cosa succederà dopo il 31 dicembre») Bottini traccia il percorso realizzato in ambito scolastico dalla Provincia dove si è riusciti ad abbattere i costi energetici del 60%, con un risparmio effettivo di 850.000 euro: « In questi anni abbiamo rimesso a norma le scuole, ottenuto le certificazioni principali come quella di “staticità” che ci garantisce la sicurezza di ogni nostro stabile scolastico, i certificati rilasciati dai vigili del fuoco (15 già archivati, 15  in via di definizione e 13 sospesi a causa dei lavori in corso). Abbiamo tolto tutto l’amianto, innovato gli impianti di calore e messo sulla stragrande maggioranza dei tetti, gli impianti fotovoltaici».
Nell’ultimo quinquennio, dunque, sono stati fatti investimenti per 18,7 milioni di euro a Busto, 18 a Varese, 14,5 a Gallarate, 7,4 a Saronno, 5,5 a Tradate, 4 a Luino 2,7 a Gavirate e 2 a Sesto Calende. 
 
Grazie e a un sistema di appalto dei diversi contratti nel segno dell’efficienza e dell’efficacia, oggi la Provincia vanta un sistema che ha annullato tutte le spese improprie come quelle che riguardavano le attività extra curricolari come i costi energetici per bar,  mense o macchinette distributrici, ma anche per i custodi. 
In ogni edificio di proprietà è stato installato un servizio di videosorveglianza e un sistema informatico che fornisce costantemente in remoto tutte le informazione sui consumi energetici ( calore o elettricità) in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di guasto. 
Su questa strada, va letta anche la realizzazione di un database con oltre 40 voci di spesa per ogni singola scuola: « Stiamo controllando l’andamento di ogni direzione così da poter intervenire. Abbiamo così scoperto, per esempio, che c’erano arredi mancanti dimenticati nelle cantine e altri ancora imballati abbandonati a se stessi. Questa fotografia aggiornata è uno strumento utile anche nel confronto con i dirigenti : esistono sempre scuole più virtuose di altre, e i continui paragoni aiutano a migliorare anche le realtà più difficili».
Rimane, in verità, aperto il problema degli atti vandalici: « Ci dovrebbe essere un patto di corresponsabilità con i genitori – ricorda Bottini – non è un accordo semplice ma, almeno sulla rottura delle cose, abbiamo raggiunto l’intesa che chi rompe paga e, in mancanza di colpevole, è la scuola a dover mettervi mano».
 
Un consistente abbattimento dei costi è giunto dalla razionalizzazione dell’occupazione immobiliare: dall’accorpamento delle 5 sedi del Falcone in una sola scuola è arrivato un risparmio di 200.000 euro, dall’accorpamento del Candiani da 3 a 1 sede è arrivato il risparmio di 100.00 euro. Sul piatto rimangono ancora alcune questioni aperte : «Sto parlando dell’Einaudi, per esempio, che oggi è diviso in due istituti ma che dovrebbe essere raggruppato in via Zucchi appena si eseguiranno gli interventi di riqualificazione della parte più vecchia dove sono ospitati i laboratori. Poi anche il liceo linguistico varesino che presto si avvicinerà alla sede centrale, andando a occupare lo stabile di via Monte Rosa ereditando le aule dell’Itpa Casula, dal prossimo anno accorpato al Daverio e radunato in un unico edificio ( appena saranno concluse le opere di riqualificazione che dovrebbero iniziare a febbraio)».
 
Messo a posto il patrimonio immobiliare scolastico, la Provincia si affida ora ai dirigenti perchè tanti sforzi non vengano vanificati: « Dal calcolo degli spazi gestiti, in base alle normative vigenti – spiega anche l’assessore provinciale – calcoliamo che i nostri istituti possono accogliere circa 44.000 studenti. Dato che, attualmente, la nostra popolazione è di 34.500 ragazzi vuol dire che abbiamo ancora capacità ricettiva.  Quello che è vero in termini assoluti, però, va poi declinato nelle singole scuole: ci sono realtà sovraffollate e scuole sotto dimensionate. Occorre, dunque, un’efficace opera di orientamento dei ragazzi, anche alla luce della richiesta del mercato del lavoro, e di chiare indicazioni da parte delle scuole ai ragazzi».
 
Quello delle scuole, dunque, è un settore in piena salute, tant’è che attira anche più studenti extraprovincia di quanti ne veda andare: alle casse della Provincia, ogni studente costa 350 euro, un costo che sconta anche il milione e 350.000 euro di spese sostenute per tutti gli studenti “non varesini”. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 dicembre 2012
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