Altre 41 condanne per la ‘ndrangheta lombarda

Dopo i 110 condannati in rito abbreviato arrivano alla sentenza di primo grado anche gli altri esponenti arrestati nella maxi-operazione delle Dda di Milano e Reggio Calabria che portò in cella 300 persone nel 2010

Dopo le 110 condanne con rito abbreviato che hanno inflitto oltre 1000 anni di carcere al grosso degli arrestati nel luglio 2010 nell’ambito del’operazione contro la ‘ndrangheta in Lombardia (denominata Infinito) è giunto alle sentenze anche il processo di primo grado con rito ordinario per altri 44 presunti appartenenti alla cosiddetta "provincia" Lombarda come venne definita la regione nell’organigramma ‘ndranghetista ricostruito dagli inquirenti. I giudici hanno impiegato oltre un’ora per leggere l’intero dispositivo di sentenza con l’elenco dei nomi e le relative condanne. Pene pesanti per Pino Neri, considerato il capo dell’organizzazione in Lombardia dopo l’uccisione di Carmelo Novella, condannato a 18 anni di carcere, 13 anni e 6 mesi per l’ex-direttore del’Asl di Pavia Carlo Chiriaco, stessa pena per il carabiniere che aiutava i boss Michele Berlingieri, 20 anni a Pio Candeloro (capo della locale di Desio), per citare le condanne più pesanti. Tre sono state le assoluzioni. I giudici hanno anche comminato risarcimenti pesanti alle parti civili come, ad esempio, numerosi comuni colpiti dal fenomeno quali Bollate, Desio e Monza ma anche Regione Lombardia che ha ottenuto un risarcimento di 1,2 milioni di euro.

LA STORIA – Il procedimento che si è concluso ieri nell’aula bunker di Milano è il risultato di un’indagine nata dai Carabinieri di Varese nei primi anni 2000. Da quelle primissime estorsioni ricostruite cominciarono a emergere i nomi che poi per il decennio successivo avrebbero riempito pagine e pagine di informative da parte dei militari che ancora non sapevano di avere a che fare con un’organizzazione che agiva in maniera coordinata e ramificata già da almeno 15 anni. Risale, infatti, alla fine degli anni ’80 l’inizio della storia criminale al nord di Carmelo Novella, stabilitosi nella zona di San Vittore Olona. Insieme a lui muoveva i primi passi Vincenzo Rispoli, fondatore e capo della locale di Legnano. Questi due nomi saranno alla base dell’inchiesta Bad Boys che, prima di Infinito, diede l’assaggio di quello che la ‘ndrangheta era diventata almeno tra le province di Milano e Varese.
Traffico di droga, prostituzione, incendi, usure, estorsioni, omicidi, affari con imprenditori dell’edilizia, contatti con la politica. Un’escalation che è stata solo in parte arrestata con l’operazione Infinito. Basti vedere le più recenti operazioni che hanno portato all’arresto di esponenti del clan Facchineri, seguita da quella che ha portato in carcere l’assessore del Pdl alla casa Zambetti, il sindaco di Sedriano Alfredo Celeste e numerosi esponenti dell’organizzazione ndranghetista nella zona del magentino e castanese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 dicembre 2012
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