Arrestato per droga un componente della banda Vasi

Dalle indagini sulla tentata evasione organizzata per far scappare il noto ultras i Carabinieri hanno portato alla luce un'organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti con a capo Umberto Arbolino

Le indagini sul tentativo di evasione di Filadelfio Vasi, sventato a settembre di quest’anno, fanno luce su un giro di droga a Varese. Vasi è un noto ultras del Varese  in carcere per una tentata rapina. I carabinieri del Nucleo Investigativo varesino hanno eseguito oggi (mercoledì) un fermo nei confronti di Umberto Arbolino, 30enne residente in città e considerato vicino al Vasi e uno dei complici del tentativo di evasione. Secondo i primi risultati di questa indagine condotta dal sostituto procuratore Agostino Abate, Arbolino era a capo di un giro di spaccio di sostanze stupefacenti insieme ad altre 4 persone, per il momento denunciate in stato di libertà. Gravi e concordanti sono gli indizi raccolti dagli investigatori che, all’indomani dell’eclatante tentativo di evasione che sarebbe dovuto avvenire all’entrata del Tribunale di Varese, si sono messi al lavoro per ricostruire l’operato delle sette persone considerate parte integrante del piano di evasione.

Numerose le cessioni di cocaina documentate dagli uomini  dell’Arma a vari acquirenti. Particolarmente aggressive e violente sono risultate le dinamiche criminali del gruppo che, in almeno una circostanza in particolare, non avrebbero risparmiato minacce, violenze e persecuzioni per estorcere danaro (almeno 500 euro) ai danni di un assuntore “reo” del mancato pagamento di alcune dosi di cocaina, nonché di non aver avvisato l’Arbolino del sequestro di una dose di stupefacente da parte dei Carabinieri. Le modalità di “riscossione” dei crediti non si allontana molto dallo stile mafioso, tanto da portare, in alcune circostanze, a seguito del mancato pagamento dello stupefacente, all’esecuzione di furti ai danni dei morosi.

Il grave quadro indiziario raccolto ha consentito al magistrato titolare delle indagini di arrestare Umberto Arbolino per i reati di spaccio di stupefacenti, estorsione, furto aggravato e calunnia. Quest’ultimo reato viene contestato dopo che in una circostanza,  dopo che i Carabinieri avevano scovato in casa sua della refurtiva, non aveva esitato ad accusare la vittima di aver simulato il furto stesso.  Perquisizioni, infine, sono state effettuate nelle case dei “fiancheggiatori” di Arbolino, portando al sequestro di alcune foglie di cocaina, due dosi di hashish, 3 coltelli, una pistola giocattolo priva di tappo rosso e un punteruolo. Proprio questa mattina il provvedimento di fermo è stato convalidato con ordinanza da parte del giudice del Tribunale di Varese Giuseppe Battarino.

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Pubblicato il 19 dicembre 2012
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