Babbo Natale va in scena a Barasso

Tanta emozione nelle lettere inviate alla compagnia teatrale Altre Tracce. Domani a Barasso il primo spettacolo tratto dalle vostre lettere di Natale

Il giorno della prima è arrivato. Domani, giovedì 13 dicembre, la prima delle vostre lettere a Babbo Natale andrà in scena. La compagnia Altre Tracce salirà sul palco cercando di riproporre la magia di un Natale che quest’anno fatica a “farsi vivo”. Domani al CFM di Barasso, in via don Parietti 6, alle 21 ci sarà uno spettacolo per tutti coloro che hanno scritto una lettera, e sono tantissimi, alla compagnia teatrale: una, "la prescelta", verrà messa in scena. Prossimo appuntamento, con una nuova lettera, il 18 dicembre all’Auditorium Comunale di Gavirate, in via Fermi 
Noi intanto vi proponiamo un’altra lettera, davvero emozionanate…..Tra le tante giunte alla compagnia.
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Caro Babbo Natale, 
è un pò che non ci sentiamo. Qui le cose non sono andate come pensavo. Non so se ti ricordi bene di me, sono quel bambino che ogni anno ti chiedeva un areoplano che volava da solo, lo stesso che poi ha aggiunto all’areoplano anche che la mamma e il papa non litigassero più. Sono quel bambino che ti lasciava ogni sera un bicchiere di vino rosso,e una fetta di panettone, perchè pensava a quanta fame dovevi avere per portare tutti quei regali in una notte soltanto. Ecco si insomma io alla fine l’areoplano non l’ho avuto, ti sei sbagliato e mi hai portato un macchina telecomandata, ma fa lo stesso che eri anziano lo sapevo e quella volta non mi sono arrabbiato, ho pensato solo che forse un altro bambino avrebbe giocato con il mio areoplano e io magari con la sua macchina. Vabbè.
Mamma e Papa pero non hanno smesso di litigare. Quello no. Alla fine no sei riuscito a farmi questo regalo. Ecco io non ci ho sperato più, tanto non facevano pace mai. Cosi non ti ho più scritto e non ti ho lasciato nemmeno il bicchiere di vino e il panettone. Me li mangio io adesso.
Sai mi trovo spesso la notte del 24 a rientrare tardi,e ancora vado in cucina,mi metto seduto vicino al camino e mi mangio una fetta di panettone e un bicchiere di vino spumante avanzato dalla cena. E’ buono verò? ti trattavo bene. Mi piace ancora fare l’albero e mi piace fermarmi di notte a guardarlo nel buio della stanza. A volte mi fisso cosi tanto sulle lucine che il tempo mi sembra dilatarsi, mi immagino me da piccolo che con il pigiama  sto davanti all’albero cercando di non addormentarmi per vederti arrivare e farti un milione di miliardi di domande.  Qualche volta ora nevica la notte di natale, sentiresti molto freddo se capitassi da queste parti di nuovo, però ora che ci penso tu vieni dal polo nord, quindi ma quale freddo!  Sono passati cosi tanti anni dalla mia ultima lettera. Ricordo ancora l’indirizzo a cui te la spedivo: Babbo Natale  – Polo nord – via innevata 0. Abiti ancora li? lo spero, altrimenti chissà dove andrà questa lettera? Oddio e se l’indirizzo fosse stato sempre sbagliato? Ma no, senno come facevi a portare i regali a casa mia e a mangiare il panettone e il vino! Senti lo so che è passato molto tempo,che ormai sono grande, e che tu devi occuparti dei bambini,ma prova a leggere la mia lettera,potrebbe essere davvero l’ultima. Io ti perdono per l’areoplano e ti perdono anche per Mamma e papa, sai poi ho capito che forse neanche tu ci potevi fare qualcosa. Però vorrei chiederti qualcosa: " Sognare. Voglio un sogno. Voglio chiudere gli occhi e sognare, Voglio tenere gli occhi aperti e sognare. Voglio vedere il mio sogno. Voglio un sogno, che mi riempia la faccia di un espressione da sogno. Voglio che quando io sogno gli altri se ne accorgano, voglio che gli altri si accorgano che sto sognando,voglio che quando gli altri mi vedono cosi  si dicano: “quello sta sognando”.  
Quando dormo, io dormo. Mi riposo. Ma non sogno. Quando guardavo il cielo io sognavo. Vedevo le stelle, e sognavo, guardavo le nuvole e sognavo. E’ tanto che non guardo il cielo. E’ tantissimo che non guardo le stelle nel cielo. Mi facevano male gli occhi da quanto guardavo il cielo. E poi voglio..voglio una ragazza. Ma non una qualsiasi; quella. Vorrei che mi amasse senza paura, che non si chiedesse se sono quello giusto, perché nessuno lo è più o meno di un altro,vorrei che avesse la calma di conoscermi e di crescere insieme, vorrei che fosse coraggiosa, che non temesse il futuro, che non si guardasse troppo indietro e che si godesse il presente. Vorrei camminare con le mano nella mano e fare l’amore dove capita, vorrei che mi chiamasse per nome a letto e con un nomignolo cretino in pubblico,vorrei potermi occupare di lei, e proteggerla e vorrei che mi rendesse un uomo, un uomo migliore, un uomo di valore.. Ecco forse ti ho chiesto tanto, ma non ho altro da chiedere, questa vita mi ha tolto tanto e riempito di cose inutili, vorrei solo queste due cose,per poter sentirmi ancora vivo in m ezzo a tante persone sole.
Se passi il 24 sera, il vino e il panettone ce lo mangiamo insieme!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 dicembre 2012
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