“Contro il cemento del nuovo Pgt venite in consiglio comunale”

La lettera integrale dell'associazione Attac Saronno che critica fortemente il nuovo Piano di governo del territorio che sarà adottato durante la seduta di giovedì 20 dicembre

Carissime/i concittadine/i,

giovedì 20 dicembre Babbo Natale ci porterà in dono l’adozione di un bel…"nuovo" PGT (piano regolatore) che governerà l’urbanistica e la nostra città per i prossimi anni. Purtroppo nulla è cambiato da chi ricorda le battaglie di anni addietro: stessa filosofia "sviluppista" e dello scambio, ovvero del "prezzo da pagare" (testuali parole Assessore Campilongo): territorio ai privati (sicuro e subito), in cambio di oneri (cioè denari) per servizi (forse in futuro, se nel frattempo non falliscono…). Ma con un po’ di arroganza in più e meno fantasia… come non ricordare i democristiani voli pindarici di una città di 67.000 abitanti e il collegamento Tokyo-Melpensa?! Almeno davano giustificazioni di pura fantasia (speculativa), ma le davano, per giustificare altro cemento su questa martoriata città!

Oggi no: ci dicono di non essere in possesso dei dati sugli alloggi (e gli immobili in generale) esistenti e ancora vuoti. E’ il minimo per dare un "dimensionamento" al piano regolatore! E invece niente. Al punto che il censimento dello sfitto ce lo dobbiamo fare da soli, noi cittadini…
Sappiamo invece che dal 1997 al 2009 sono già stati costruiti 768.800 metri cubi di cemento (circa 3.400 nuovi alloggi) e la popolazione in dieci anni (2001-2011) è cresciuta di soli 1.838 abitanti! Ora si vorrebbero insediare da un minimo di 4.945 a un massimo di 8.299 nuovi vani ovvero "abitanti teorici" (circa 4.000 nuovi alloggi). E questo nella città record assoluto per densità abitativa di tutta la Provincia di Varese, con 3.613 abitanti per kilometro quadrato al 31 dicembre 2010!

A chi giova? sempre al partito del cemento, che ha governato e governerà ancora la città, naturalmente. Ci sembra, però, che il "prezzo" sia stato già pagato e da tempo… come? Aria avvelenata, suoli contaminati (sempre in "attesa" che i signori proprietari abbiano il sufficiente profitto per bonificare…in questi vent’anni non è ancora successo!) e quindi acqua delle falde inquinata da nitrati e solventi clorurati (il 65% dei nostri acquiferi è "scadente"), residui spazi agricoli (ormai solo due: a nord ovest e a nord est), di cui uno (quello a nord est) verrà tagliato in due dalla nuova "bretella" per la Pedemontana. La Cascina Colombara verrà cementificata "a condizione" che a Saronno Sud fermino davvero i treni (ce lo dicono da vent’anni), in caso contrario… si fa lo stesso del bel cemento (che portano in "dote" queste aree), ma sull’area ex Isotta e/o sull’ex deposito FNM. Su aree dismesse come Isotta e Cantoni succederà di tutto e di più ma rinviato a un bell’accordo di programma successivo (per cui l’unica cosa certa sono le volumetrie che hanno in "dote": a proposito, naturalmente hanno alzato l’indice di edificabilità da 0,6 a 0,7, cioè volume in più disponibile per i costruttori. Tutto ciò che era edificabile è stato riconfermato per "riqualificare" (non si capisce come e perché: c’è forse un "diritto naturale" all’edificabilità dei suoli?), ma naturalmente non per le aree a "standard" (verde, o altri servizi) che "decadono", per cui bisogna "per forza" metterci un bel 20% di edificabilità!

Ci stiamo inventando tutto? No, quanto dice Attac Saronno (senza risposta a due mesi dalla serata pubblica in cui ponemmo tutte queste domande all’amministrazione presente in forze) è autorevolmente confermato anche da Provincia, ASL e ARPA con i loro bei rilievi su moltissimi aspetti da noi citati e non solo. E per finire, la "partecipazione": silenzio assoluto per un anno e mezzo (con signori architetti incaricati e profumatamente pagati a non fare nulla, tra l’altro uno di loro è indagato a Pavia…), poi una disperata corsa all’adozione entro l’anno (a che pro? Non c’è più manco la Regione, che potrebbe commissariare, in linea assai teorica!), quindi incontri dell’Assessore Campilongo con la cittadinanza (assente, naturalmente, perché non coinvolta): 4 "a raffica"(in 10 giorni: ma chi ci potrebbe mai andare?) a giugno e (perseverare è diabolico…) e altri 3 "a raffica" a settembre!

Un quadro di gravità inaudita, per la salvaguardia del nostro pochissimo territorio ancora intatto, ma anche per lo stesso principio di democrazia e partecipazione, pesantemente calpestato dalla maggioranza al governo della città e da chiunque altro voterà a favore (o astenuto, che è lo stesso) all’adozione del Piano di Governo del Territorio di Saronno.

Ecco perché chiediamo a voi, cittadine e cittadini saronnesi che avete a cuore la difesa del territorio, dagli interessi finanziari e la democrazia come partecipazione della cittadinanza alle scelte che riguardano direttamente i beni comuni naturali e inalienabili (aria, acqua, terra, …), una partecipazione "minima" ma necessaria in consiglio comunale giovedì 20 dicembre (Sala Vanelli, Università Insubria, Piazza Santuario, dalle 20,30), di cui si trova – non a caso – una scarsissima pubblicizzazione sugli organi comunali! Sappiamo che sono giornate piene di impegni (non a caso, ancora una volta…), ma forse questa volta ne vale la pena, perché si tratta del nostro futuro e di quanto ulteriormente compromesso potrà uscire da decisioni come questa. Perché si scrive territorio, ma si legge democrazia!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 dicembre 2012
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