Cooperativa Primavera, più di mille i lavoratori truffati

Emergono i numeri ufficiali dell'indagine che ha azzerato la cooperativa sociale creata e gestita da Quintino Magarò: 500 mila euro sottratti ai lavoratori in tre anni e quasi 1,3 milioni di euro di contributi non versati

 

Sono quasi mille i lavoratori della cooperativa Primavera che in questi tre anni (tra il 2009 e il 2012) hanno subito decurtazioni dallo stipendio a loro insaputa e hanno subito danni dal punto di vista previdenziale (per mancati versamenti alle casse dell’Inps). Un sistema articolato e ben congegnato dai presunti appartenenti all’associazione a delinquere finalizzata a sottrarre, in tutto, circa cinquecento mila euro al netto delle buste paga e contributi su un imponibile di 1 milione e 283 mila euro. L’indagine – ha sottolineato in una conferenza stampa il magistrato titolare dell’indagine Francesca Parola – è partita da una segnalazione che ha portato, allo stato attuale, a tre soggetti attualmente in custodia cautelare e sono rispettivamente il presidente della cooperativa Claudio Marelli, il direttore genarale Quintino Magarò (ai domiciliari già da luglio) e l’amministratore unico Riccardo Macchi. 

I tre negano di aver fatto parte del sistema ma importanti conferme sono arrivate dalle cinque dipendenti degli uffici della cooperativa che hanno già chiesto il patteggiamento in fase di indagine a fronte di conferme del quadro accusatorio. La sottrazione sistematica di soldi spettanti ai lavoratori avveniva per piccole cifre, ammanchi che i lavoratori non avvertivano se non nel lungo periodo oppure in seguito ad un controllo della propria posizione all’Inps. Il sostituto procuratore ha fatto anche l’esempio di un lavoratore che dopo tre anni di rapporto continuato con la cooperativa si è trovato versati i contributi per soli 4 mesi di lavoro. La stessa cooperativa è attualmente commissariata.

Il maresciallo Cannella, comandante del nucleo dell’ispettorato sul lavoro, ha spiegato meglio l’attività tecnica: «Il riscontro è stato possibile farlo solo grazie alla grande collaborazione che è arrivata da parte degli enti danneggiati (Inps, Inail, ecc.) in quanto ci siamo trovati a vagliare qualche decina di migliaia di documenti – ha spiegato Cannella – c’erano diversi cedolini paga da controllare per ogni lavoratore. Risalendo la catena abbiamo trovato cedolini modificati a penna e abbiamo ricostruito tutte le cifre sottratte e non versate. Le cifre emerse dicono che tra il 2009 e il 2012 abbiamo riscontrato un imponibile non denunciato di 1 milione e 283 mila euro e le retribuzioni sottratte ammontano a quasi 500 mila euro che i lavoratori non hanno mai percepito al netto della busta paga». 

Cannella ha anche annunciato che nella documentazione sono state accertate 1750 posizioni lavorative relative a prestazioni occasionali che verranno disconosciute perchè non sostenibili nell’inquadramento della cooperativa. Le sanzioni calcolate dall’ispettorato per questo tipo di violazioni ammontano a oltre 8 milioni di euro alle quali - ha aggiunto il capitano Pettine della Guardia di Finanza di Gallarate - si sommeranno le sanzioni per le violazioni in materia fiscale che, però, non sono ancora state quantificate ma certamente saranno nell’ordine dei milioni di euro. Alla Guardia di Finanza spetta anche l’arduo compito di ricostruire il dedalo di conti correnti sui quali questi soldi sottratti a lavoratori ed enti previdenziali sono transitati e come e se sono stati spesi. Altre indagini sono in corso per verificare anche contratti di consulenza con stipendi corposi e false attestazioni che venivano prodotte dalla cooperativa stessa per ben figurare nelle gare d’appalto. Anche le stesse gare d’appalto potranno essere oggetto di verifica visti gli strettissimi legami tra Quintino Magarò, considerato l’uomo a capo della cooperativa anche dopo averne lasciato i ruoli apicali, la politica gallaratese e gli uffici dell’amministrazione comunale.

Così ha commentato l’indagine il procuratore capo di Busto Arsizio Eugenio Fusco: «Era doveroso dare notizia di questi fatti perchè può essere anche d’aiuto per successivi approfondimenti, questa indagine per associazione a delinquere e truffa allo Stato vede anche, come persone danneggiate, numerosi lavoratori di questa cooperativa». Francesca Parola ha ringraziato tutte le forze coinvolte in questa inchiesta a partire dal Nucleo investigativo dei carabinieri per la tutela del lavoro, il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Varese e la Guardia di Finanza di Gallarate. 
Per i circa mille lavoratori vittime della truffa la Procura della Repubblica ha istituito un canale per facilitare la costituzione delle parti civili nel processo che ne scaturirà. Qui tutti i dettagli per costituirsi parte civile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 dicembre 2012
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