Da fine anno stop all’assistenza a 195 profughi

Il prefetto ha comunicato ai comuni della provincia che accolgono i rifugiati dalla Libia che non ci sono notizie di rinnovo per i contributi da parte del Governo: “Monitoriamo la situazione”

Cosa succederà ai 195 profughi provenienti dalla Libia che si trovano in provincia di Varese? La domanda non ha ancora una risposta e ne ha discusso il prefetto con alcune amministrazioni comunali della provincia durante l’incontro del Tavolo territoriale sull’immigrazione, che si è svolto in prefettura nei giorni scorsi.
Il prossimo 31 dicembre scadono i contributi da parte del Governo per la gestione dei richiedenti asilo che sono giunti dalla Libia nella primavera del 2011, ma del loro futuro non c’è ancora nulla di certo. Il prefetto di Varese Giorgio Zanzi ha spiegato ai sindaci che da parte del ministero non è arrivata nessuna notizia di rinnovo per i contributi economici finora stanziati a favore degli enti comunali che si occupavano della gestione di questa emergenza. Contributi di circa 40 euro al giorno per ogni profugo, soldi che venivano utilizzati per il loro sostentamento e mantenimenti in strutture come alberghi, appartamenti o alloggi comunali.

Diverse le città coinvolte, come Varese, Saronno, Busto, Gallarate, e molti altri paesi più piccoli. Ora, se il contributo venisse a mancare, queste persone difficilmente potrebbero essere mantenute dai singoli comuni. «Stiamo valutando la situazione – spiega il prefetto Zanzi -. Ma al momento non sappiamo dire se arriverà un rinnovo da parte del ministero. Certo, la situazione economica generale fa immaginare che non si andrà in questa direzione, ma non è detto. Intanto, abbiamo parlato coi comuni interessati e stiamo cercando di capire come si può intervenire per gestire l’emergenza».
Oltre il punto di vista economico esiste anche quello della permanenza sul territorio italiano: «La commissione che esamina le richieste di asilo politico sta rivalutando i casi prima rifiutati – prosegue il prefetto -. Inoltre, per coloro che non hanno ottenuto lo status di rifugiati potrebbe essere emesso un permesso temporaneo per motivi umanitari. Questo permetterebbe loro di muoversi sul territorio, chiedere i documenti di viaggio per un altro paese, cercare lavoro, anche se la situazione da questo punto di vista non è sicuramente facile».
Nel dettaglio le domande sono state tutte valutate dalla Commissione Territoriale di Milano ed in prima istanza sono stati riconosciuti: 2 permessi di soggiorno per protezione Internazionale; 19 permessi di soggiorno per protezione sussidiaria; 56 motivi umanitari. I restanti stranieri hanno ricevuto una pronuncia negativa e, tutti quelli che non si sono resi irreperibili, hanno presentato ricorso contro la pronuncia negativa della Commissione Territoriale di Milano.

Rimane il fatto che mancano poche settimane alla fine dell’anno e senza comunicazioni da parte del Ministero, ci potrebbero essere altre 195 persone che rischiano di non avere più sostentamenti, proprio in pieno periodo invernale. «Abbiamo posto la questione proprio per evitare di arrivare impreparati a un eventuale emergenza – conclude il prefetto -. A breve faremo un altro incontro con i comuni e insieme cercheremo di fronteggiare la situazione».
La Questura di Varese ha istituito per la gestione di tale emergenza uno specifico sportello dell’Ufficio Immigrazione con del personale appositamente dedicato. Lo sportello è in Via Trentini e gli stranieri potranno recarvisi per qualsiasi informazione e per espletare tutte le procedure del caso. Tutti gli stranieri che si presenteranno presso lo sportello di via Trentini vedranno autorizzato il loro permesso di soggiorno per motivi umanitari entro il 25 dicembre 2012.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 dicembre 2012
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