Dai negozi alle ristrutturazioni, il PGT prevede tutto

Nel secondo appuntamento dedicato al piano di governo del territorio gli architetti spiegano come cambierà nel concreto il volto della città. "Abbiamo censito tutti gli edifici storici e i 500 servizi che la città offre ai cittadini", spiegano. E la lega propone: "fuori i kebab dal centro"

Dove costruire e cosa, come ristrutturare o abbattere gli edifici dei centri storici e come organizzare gli spazi commerciali. A tutte queste esigenze risponderà il nuovo piano di governo del territorio (PGT) che è in discussione nell’assemblea di Palazzo Gilardoni. E’ stato l’architetto Moriggi a spiegare ai consiglieri come «la fase due del PGT determina in primo luogo cosa si può fare nella città attraverso il cosiddetto “piano delle regole”». I consulenti dell’amministrazione, infatti, hanno svolto un capillare lavoro di censimento andando a schedare in classi gli edifici dei centri storici del centro città, di borsano e di sacconago in modo che «i proprietari e gli architetti sapranno esattamente cosa possono fare». La demolizione, ad esempio, sarà riservata agli edifici in pessime condizioni mentre per tutti gli altri gli interventi dovranno conservare le strutture originali.
Lo stesso lavoro fatto per gli edifici storici è stato riadattato ai fabbricati rurali dal momento che «prima non avevamo una precisa conoscenza del patrimonio rurale» avendo informazioni «solo su 4 o 5 cascine, le più importanti». Ora, invece, «abbiamo censito 50 edifici».
Ma oltre al piano delle regole il PGT prevede anche un “piano dei servizi” che è andato ad identificare i servizi che la città offre: dalle scuole ai parcheggi passando per le strutture sanitarie, gli impianti sportivi, i parchi e gli uffici pubblici. «Abbiamo schedato 500 servizi sul territorio cittadino -spiega l’architetto Moriggi- andando a calcolare che ogni cittadino ha a sua disposizione 41 metri quadri (nel conteggio rientra anche tutta l’area del parco alto milanese, ndr)». Avendo tutte le informazioni sulle possibilità offerte dalla città «sarà possibile creare sistemi integrati di servizi» in modo da rendere «massimo l’utilizzo delle strutture».
A fronte di queste spiegazioni, i consiglieri si sono scatenati in una gran mole di domande. Sulla questione del commercio, grazie alle domande di Erika D’Adda e Walter Pico Bellazzi (entrambi PD), a Busto non sono previste aree per centri commerciali «perchè non c’è spazio» ma si punterà sui «negozi di vicinato o al massimo su strutture fino a 2.500 mq». Valerio Mariani (PD) si stupisce di «come non sia previsto nulla per la zona industriale» ed è lo stesso assessore Giampiero Reguzzoni a spiegare come «al momento non ci sono interessi da parte degli operatori» e che per questo «non prevediamo, al momento, centri servizi». Il presidente del consiglio comunale Diego Cornacchia esprime il suo desiderio che «venga formalizzata una commissione paesaggio per uniformare le facciate e i serramenti dei centri storici» ma è il consigliere leghista Marco Albertini a fare la proposta più curiosa. Per non “profanare” le tradizioni del salotto buono della città, infatti, il consigliere chiede non solo che «vengano proibiti sexy shop, sale bingo e centri scommesse» ma aggiunge a questa lista anche «internet point, centri telefonici internazionali, money transfert, negozi di kebab» o, più in generale, «tutti i negozi con prodotti extra Unione Europea» (provvedimenti di questo tipo, tuttavia, sono già stati annullati in diverse città dai tribunali e bollati come fortemente discriminatori, ndr).

E così, dopo il primo consiglio comunale dedicato al PGT manca ancora una seduta per dare il via libera definitivo. L’appuntamento per l’ultimo dei tre consigli sul tema è per martedì prossimo, alle 20.30, nella sala esagonale di Palazzo Gilardoni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 dicembre 2012
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