È morto l’operaio precipitato in cantiere

L'incidente risale al 20 dicembre: l'operaio 49enne, che lavorava con un'azienda in subappalto, era caduto da un ponteggio all'interno di un capannone

È morto nel pomeriggio di giovedì 27 dicembre il muratore vittima di un grave infortunio sul lavoro a Ferno, risalente al 20 dicembre scorso. Il decesso è avvenuto all’ospedale di Circolo di Varese, dove l’uomo era ricoverato da una settimana, con un esteso ematoma al cervello che lasciava poche speranze di recupero.

L’uomo aveva 49 anni, era di nazionalità moldava e viveva a Torino: secondo le informazioni della Fillea-Cgil era impiegato in un’azienda dell’hinterland torinese che lavorava in subappalto per l’azienda di Turbigo responsabile del cantiere allestito all’interno di un capannone di via Quarto, nella zona industriale del paese di Ferno. L’operaio edile era precipitato da un ponteggio alto più di 4 metri.
La Cgil nei giorni scorsi ha diramato anche un comunicato sottolineando l’aumento degli infortuni che coinvolgono lavoratori irregolari e "atipici", comprendendo tra questi ultimi anche artigiani, titolari di imprese individuali, pensionati che cercano entrate economiche aggiuntive, lavoratori autonomi in genere. Il tema – che in sindacato ricollega all’esternalizzazione spinta e alle catene di subappalti – è connesso anche a quello della formazione, vera chiave per ridurre gli incidenti in cantiere. «Bisogna riprendere il tema della qualificazione delle imprese» dice la Cgil «per riconoscere che, soprattutto in alcune attività economiche, è indispensabile garantire consistenza di mezzi di produzione e di mezzi finanziari. Estremizzando, è impensabile che per aprire un’impresa edile sia sufficiente avere un secchiello e una cazzuola».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 dicembre 2012
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