Erica D’Adda alle primarie: “Unica candidata del territorio”

La segretaria cittadina del Pd è in lizza per un posto nel listone della Camera e sottolinea che Pdl e Lega non hanno nessun rappresentante da Busto: "Chiedo i voti di chi vuole difendere gli interessi di quest'area"

Erica D’Adda lancia la sua candidatura per le primarie dei parlamentari del Pd nella sede bustocca del partito di via Repubblica e sottolinea il suo ruolo di unica rappresentante di Busto, insieme a Laura Bignami del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche: «Attualmente nè il Pdl, nè la Lega Nord sono in grado di esprimere un candidato alle prossime elezioni che possa rappresentare questo territorio – spiega nel suo appello ai bustocchi – questo è accaduto perchè chi è andato a Roma a rappresentare gli interessi di questa zona non ha saputo farlo. Un territorio come questo va rappresentato e chi si candida deve essere raggiungibile, deve tenersi in stretto contatto con i cittadini che hanno dato la loro fiducia altrimenti si finisce nei giochi di potere romani e si perde l’obiettivo».

La D’Adda, attualmente consigliere comunale a Palazzo Gilardoni e segretaria cittadina del Pd rivendica la sua storia politica: «Sono tra i fondatori del Partito Democratico a Busto - spiega – ho fatto un percorso lungo e ho abbracciato l’idea delle primarie come segnale importante per dare rappresentanza alle scelte dei cittadini ai quali viene negata a causa di una legge elettorale che è la peggiore possibile».

I temi che vuole portare in parlamento sono quelli che storicamente il suo patito abbraccia: «Voglio farmi portatrice degli interessi un’area legata al mondo del lavoro e della ricerca – spiega – All’inizio del 2013 tanti precari rimarranno a casa perche non convengono più. I salari dei lavoratori dipendenti non aumentano da 15 anni e le piccole e medie imprese sono strangolate dalla mancanza di credito. Questi temi sono molto sentiti in questa zona, caratterizzata da un forte tessuto imprenditoriale».  Altri campi nei quali la D’Adda vuole portare un contributo sono quelli del riordino istituzionale e del federalismo solidale associato ad una visione degli Stati Uniti d’Europa: «Serve anche una grande riforma della burocrazia in tutti i campi per rendere piu snello e più veloce il rapporto tra lo Stato e l’impresa, anche cambiando leggi fatte da noi».

A chi le chiede se ci sarà una continuità con i temi portati avanti dal deputato del territorio uscente, Marco Reguzzoni, la risposta è semplice: «I problemi sono gli stessi e sono ancora irrisolti - sottolinea – e se Reguzzoni non si ricandida è chiaro che è successo qualcosa. Noi non promettismo di risolvere guai decennali domani mattina ma posso assicurare che per quanto mi riguarda sarà mio preciso dovere rendere conto del lavoro che si fa perchè quando la gente ti manda a Roma poi non ti perdona più niente». Alla domanda su quale sia il punto che i deputati di Pdl e Lega hanno fallito la D’Adda non ha dubbi: «Hanno letteralmente abbandonato Malpensa al suo destino, con tutti i danni che ha portato -sottolinea l’aspirante parlamentare – l’altro tema comnpletamente abbandonato è la ricalibrazione del patto di stabilitá. La riforma degli enti istituzionali va portata a termine, cambiandola sostanzialmente, ma non potranno farlo gli amministratori locali che abbiamo avuto fino ad oggi perchè di livello troppo basso».

Per ottenere tanti voti in una città come Busto, comunque, l’esponente democratica deve strizzare l’occhio al grande bacino dei delusi del centrodestra e lo fa toccando un tema caro alla Lega Nord, quello del federalismo: «L’idea che voglio portare avanti è quella di una ristrutturazione regionalista forte che sia in grado di tenere insieme tutto il Paese – spiega Erica D’Adda – è vero che esistono tanti sprechi al sud ma anche la sanita lombarda, nonstante sia di buon livello, è stata messa in pericolo con la corruzione. Bisogna far passare il concetto che è la classe dirigente di scarso livello il vero problema, al sud come al nord. Ma se il nord non capirà questo diventerà il ventre molle d’Europa, terra di conquista per scorribande finanziarie». 

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 dicembre 2012
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