“Falò di sant’Antonio, tempi stretti per una soluzione ecologica”

Le motivazioni dell’assessore alla cultura Andrea Botta dopo l’annuncio della Pro Loco sulla non organizzazione del falò per l’edizione del 2013 perché troppo inquinante

«Sul falò ci siamo trovati di fronte ad una decisione difficile». L’assessore alla cultura Andrea Botta spiega cosa ha portato l’amministrazione comunale a decidere di sospendere, come annunciato dalla Pro loco cittadina, il falò di Sant’Antonio. «La vecchia catasta era composta da 3mila bancali e produceva PM10 pari a 30 giorni di traffico cittadino (calcoli di Legambiente/ARPA) – spiega Botta -. Come amministrazione, responsabili della salute di tutti i cittadini, non abbiamo potuto far finta di niente ed abbiamo proposto a Proloco di cercare insieme una soluzione per realizzare un fuoco scenografico ma che pesasse molto meno, con cassette o fascine (più è pesante la catasta, maggiore PM10 viene buttato nell’aria)».

 

Il falò, come ha precisato la ProLoco, non è stato annullato, ma sospeso per l’edizione del 2013, in attesa di una soluzione meno inquinante e che non sia dispendiosa dal punto di vista economico.
«Voglio ringraziare sia la Proloco per la generosità nel lavoro quotidiano per rendere più viva la città, sia per la disponibilità nel mettersi in gioco trovando idee alternative di falò, al fine di coniugare spettacolo e rispetto per l’ambiente – prosegue l’assessore Botta -. Solo il poco tempo a disposizione ci ha impedito quest’anno di validare delle soluzioni efficaci. Ringrazio anche Legambiente per averci stimolato a riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni nei confronti dell’aria che respiriamo. Ho sempre creduto nel confronto delle idee e nel fatto che le persone di buona volontà, anche partendo da punti di vista differenti, una soluzione la trovano. Purtroppo gli strettissimi tempi organizzativi hanno portato la Proloco a rimandare la realizzazione della soluzione "leggera"».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 dicembre 2012
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