Figli di stranieri, ma nati in Italia: si vota per la cittadinanza onoraria

L'ordine del giorno va in consiglio comunale lunedì 17 dicembre. Cardano sarebbe la prima città in provincia a fare questa scelta

Onoraria, ma cittadinanza. Cardano al Campo deciderà lunedì 17 dicembre, in Consiglio comunale, se conferire la cittadinanza onoraria ai figli e alle figlie di cittadini stranieri residenti in città e nati in Italia. A presentare l’ordine del giorno all’assemblea cittadina è la stessa sindaca Laura Prati. Si tratta, in caso di approvazione, del primo comune in provincia di Varese a fare questa scelta.
Il punto di partenza è l’ordine del giorno proposto dal Coordinamento Migrante Varese che a Varese si impegna quotidianamente sulle tematiche dell’immigrazione. A Cardano l’8,4 per cento della popolazione è di origine straniera: al 31 dicembre 2011 risultano residenti 1.231 cittadini stranieri, ovvero 909 in più rispetto al 31.12.2001. Di questi, duecento hanno meno di 18 anni. «Queste bambine e bambini, ragazze e ragazzi – si legge nel documento da votare – frequentano le nostre scuole, parlano la nostra lingua, partecipano alle attività sociali, ricreative e sportive del nostro territorio. Questi giovani potranno ricevere la cittadinanza italiana solo al compimento del diciottesimo anno e, quindi, per un lungo periodo della loro vita saranno un gruppo di persone con diritti limitati e identità sospesa».
Attualmente, la legge disciplina la cittadinanza italiana (n. 91 del 05.02.1992) si basa sullo “ius sanguinis”, il che significa che viene mantenuta la cittadinanza dei genitori.
Il testo che la maggioranza propone di votare, ha come obiettivo quello di compiere «un importante atto emblematico di grande valore civile in attesa dell’auspicata riforma della legge sulla cittadinanza».

In concreto, l’ordine del giorno impegnerebbe la giunta a: conferire in una cerimonia pubblica la cittadinanza onoraria; ad accompagnare il percorso di conferimento della cittadinanza onoraria con un progetto cittadino di sensibilizzazione “all’accoglienza” che coinvolga le scuole, le famiglie dei minori stranieri e tutta la cittadinanza; ad attivarsi per informare i residenti stranieri, che è possibile richiedere la cittadinanza italiana al compimento del diciottesimo anno d’età recandosi negli uffici comunali del Comune di residenza; a svolgere ogni anno a Cardano al Campo una Festa di Benvenuto per tutte le persone di origine straniera a cui è stata concessa la cittadinanza; ad aderire alla “Carta dei diritti e doveri di chi vive l’Italia” allegata alla presente delibera e di applicarne i principi nell’attività amministrativa.

I numeri per approvare l’ordine del giorno ci sono, ma difficilmente si raggiungerà l’unanimità. La Lega Nord, con il suo consigliere Loris Bonato, non ha dubbi: «Si tratta di un provvedimento strumentale e demagogico – spiega – che non vincola nessuno, ma è solo simbolico. L’idea di dare la cittadinanza a chi nasce in Italia mi sembra scarsamente democratica verso, ad esempio, quei genitori che si trovano qui al momento del parto, ma che non hanno intenzione di restare nel nostro Paese. Può anche creare problemi per chi viene da Stati che non riconoscono la doppia cittadinanza».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 dicembre 2012
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