Fusione tra i metalmeccanici della Cisl di Como e Varese

A partire dal 2013 saranno un unico soggetto sindacale. La fusione riguarderà oltre 6500 iscritti distribuiti in 1.000 aziende. Ballante (Fim Varese): «Se chiedi il cambiamento agli altri, devi essere pronto a metterlo in pratica nella tua organizzazione»

«Se chiedi il cambiamento agli altri, devi essere pronto a metterlo in pratica nella tua organizzazione». Mario Ballante (foto), segretario provinciale della Fim-Cisl, sa benissimo che il suo è uno strappo culturale ancor prima che organizzativo, soprattutto perché parliamo di metalmeccanici. Con la fusione delle strutture territoriali dei metalmeccanici di Como e Varese in unico soggetto sindacale, la Cisl ha infatti cercato di dare una risposta al mondo che cambia. Lo aveva già fatto nove anni fa quando aveva riunificato le segreterie di Varese e Ticino Olona (all’epoca  a capo della Cisl varesina c’era Gianluigi Restelli), scelta dettata anche allora dal profondo cambiamento che investiva i tradizionali distretti industriali, primo fra tutti quello del tessile.
Il sindacato fa dunque quello che la politica non ha saputo fare, una spending review che inizia dalla riorganizzazione delle strutture nei territori. «Questa fusione -continua Ballante – avviene in un momento molto critico per il settore.  Da troppo tempo ormai le situazioni di crisi aziendale hanno avuto gravi ricadute a livello socio economico. Sono convinto che la crisi può trasformarsi in una grande opportunità solo se si dà vita a un cambiamento reale che coinvolga le nuove generazioni. Ecco perché i primi a cambiare dobbiamo essere noi,  una scelta che non poteva essere più rimandata».
I due direttivi della Fim si sono riuniti a Como alla presenza del segretario generale della Fim Cisl Lombardia Nicola Alberta e dei segretari generali della Cisl di Como Gerardo Larghi e di Varese Carmela Tascone. Il direttivo congiunto di Como è solo l’inizio di un percorso strategico che troverà poi la sua sintesi nel congresso del 2013.
La fusione della Fim-Cisl di Como e della Fim-Cisl di Varese riguarderà oltre 6500 iscritti ( 2450 Como, 4150 Varese) distribuiti in quasi 1000 aziende equamente distribuite tra Como e Varese, con una presenza organizzata di 340 delegati ( 240 a Varese e 100 a Como). Le due strutture contano 13 dirigenti sindacali a tempo pieno, 2 impiegate amministrative unitamente al sostegno di volontari che prestano il loro tempo e la loro competenza al servizio dei lavoratori. Il processo di riorganizzazione è esteso a livello nazionale e per quanto riguarda la Lombardia rideterminerà l’intera “geografia” organizzativa: si passerà infatti dagli attuali 14 a 8 territori.

Due storie diverse - La Fim Cisl di Varese ha una forte rappresentanza storicamente collegata ad importanti aziende tra cui Whirpool, Bassani Ticino e tutto il settore aerospaziale (Agusta Westland e Aermacchi), unitamente alle centinaia di piccole e medie che alimentano l’indotto. Organizza nelle cinque zone della provincia (Varese, Gallarate, Busto, Saronno e Laghi) aziende di engineering, auto-motive, fonderie forge e stampaggi metallici, bilance, meccanica di precisione e carpenteria pesante, meccanotessile. Dalla riunificazione della struttura provinciale si è passati dai 3700 iscritti nel1998 agli oltre 4000 del 2012.  
Quello comasco invece si concentra nelle piccole e medie aziende collegate ai meta distretti di Erba, Cantù, Lomazzo, Olgiate Comasco e del lago. Si va dalle stamperie, all’indotto del legno arredo, alla meccanica speciale, al meccano tessile, alla nautica. Le aziende di media e grossa dimensione sono state e sono oggetto di forti tensioni e riorganizzazioni. La Fim di Como con 2500 iscritti (erano 1800 nel 1995) è il primo sindacato metalmeccanico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 dicembre 2012
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