Gli industriali chiedono un salto di qualità alla classe politica

La Giunta di Univa con riferimento ai fatti degli ultimi giorni, ritiene che sarebbe stato preferibile poter portare a conclusione almeno alcuni dei provvedimenti varati dal Governo

Gli imprenditori giudicano le decisioni del mondo politico esclusivamente attraverso la lente dell’utilità per l’economia, le imprese, il lavoro, nella convinzione che ciò che è utile al sistema economico è utile anche al bene comune. Non importa chi sia al Governo: le istanze che gli imprenditori hanno da sottoporre al mondo politico sono e saranno sempre le medesime. E il dialogo con chi governa, chiunque esso sia in base al voto degli elettori, deve e dovrà essere sempre aperto, franco e, all’occorrenza, fermo e rigoroso. 
La Giunta dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, riunitasi prima delle vacanze natalizie, ha riaffermato con convinzione i principi ai quali le associazioni industriali aderenti a Confindustria si ispirano ormai da anni: ripudio di ogni collateralismo politico; indipendenza ed equidistanza dai partiti.
Con riferimento ai fatti degli ultimi giorni, la Giunta ritiene che sarebbe stato preferibile poter portare a conclusione almeno alcuni dei provvedimenti varati dal Governo al fine di ottenere significativi risultati nel risanamento della finanza pubblica e nel recupero di credibilità dell’Italia in ambito internazionale e, inoltre, nell’avviare quelle riforme non più rinviabili per il rilancio dell’economia e per ottenere risparmi di spesa: riforme entrambe purtroppo mancate.
In tale contesto, è emersa anche la preoccupazione per una campagna elettorale che si intuisce potrebbe risultare particolarmente aspra al punto da confondere ulteriormente gli italiani sui problemi del Paese e rischiare di alimentare ancor più il sentimento dell’antipolitica.
All’intera classe politica gli imprenditori chiedono un salto di qualità. Chiedono di fare tesoro della coesione dimostrata nell’emergenza dell’ultimo periodo. Chiedono una politica di gradualità ma di coerenza nell’azione di risanamento dei conti pubblici, non disgiunta però da azioni urgenti per il rilancio dell’economia e, come detto, per contenere spese e sprechi. Chiedono una volta per tutte un’adesione convinta all’Unione Europea come unico orizzonte possibile per la sopravvivenza del Paese, ma anche un’azione incisiva per far valere le ragioni dell’Italia nel difendere le proprie peculiarità.
Non servono strappi. Servono coesione e continuità d’azione, lasciando da parte possibili derive ideologiche e mettendo invece al centro i veri interessi del Paese, con sano pragmatismo. Gli italiani – e tra questi anche gli imprenditori – si aspettano fatti, non litigi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 dicembre 2012
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