I lavoratori della Franco Tosi incrociano le braccia

Occupazione della direzione aziendale e sciopero dei 300 lavoratori rimasti nella storica azienda, altri 200 sono in cassa integrazione. Reclamano il pagamento di stipendi e tredicesime

I lavoratori della Franco Tosi di Legnano questa mattina hanno occupato la direzione aziendale. Un’azione che è arrivata in risposta all’azienda che ha annunciato che non è sicura di garantire il pagamento degli stipendi di dicembre. Dopo una veloce assemblea quasi tutti i lavoratori presenti, 300 in tutto – una parte, infatti, non era al lavoro perchè in cassa integrazione – hanno deciso di incrociare le braccia. Quindi, percorrendo il centro della città di Legnano, sono andati in Comune dove hanno occupato simbolicamente la sala consiliare e hanno parlato con il vicesindaco. Sono poi tornati in fabbrica e hanno occupato la direzione aziendale (a sin. immagine di repertorio).

«L’amministratore delegato ci ha ricevuto e noi abbiamo ribadito che siamo preoccupati per le prospettive future – spiega il segretario generale Fiom Cgil di Legnano Renato Esmeraldi – Domani c’è un incontro in Confindustria a Legnano con la direzione aziendale e lunedì 17 dicembre al ministero dello Sviluppo economico dove è aperto il tavolo di crisi. Qualsiasi ipotesi di spacchettamento sarà contrastata sindacalmente in modo rilevante, non escludendo nessuna azione, perchè vorrebbe dire la fine della Franco Tosi così com’è. Al primo incontro al ministero ci avevano detto di essere disponibili a valutare interessi nazionali o internazionali di partnership o acqusizioni. Noi attendiamo di sapere quali sono gli sviluppi».

Oggi l’azienda ha chiesto ai lavoratori di non scioperare per garantire la conclusione di tre turbine in attesa di spedizione nei prossimi giorni. «Noi abbiamo risposto – dice Esmeraldi – che vogliamo la garanzia che l’azienda si presenti all’incontro del 17 dicembre. In caso contrario si aprirebbe un problema rilevantissimo nelle relazioni sindacali».

Anche Mirco Rota, segretario generale Fiom Cgil Lombardia, commenta la vicenda della Franco Tosi. «Purtroppo quello che è successo oggi non ci stupisce – dice Rota. – Avevamo capito da tempo che la situazione stava degenerando e per questo avevamo chiesto un incontro urgente con l’azienda. La nostra priorità è che vengano garantiti gli stipendi e poi vogliamo che l’azienda ci dica in modo chiaro come intende assicurare la continuità aziendale per la produzione e i lavoratori. Deve garantirci un piano che prenda anche in considerazione la cessione di parti del patriominio immobiliare e industriale fino al punto di considerare un accordo di parternship e di cessione a chi può essere davvero in grado di garantire la continuità aziendale. E’ chiaro che per noi non è percorribile un’ipotesi diversa da questa e deve essere scongiurata qualsiasi piano di frazionamento aziendale».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 dicembre 2012
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