I professori chiamano genitori e studenti: “Parliamoci chiaro!”

Venerdì 14 dicembre a Palazzo Estense, il coordinamento provinciale dei professori presenterà le ragioni del proprio malcontento. E invita tutti per un confronto aperto

Docenti, studenti e genitori: parliamoci chiaro!”.  Dopo due mesi di contestazioni, scioperi bianchi e cortei,  i docenti hanno deciso di riunire tutto il mondo della scuola a Palazzo Estense per confrontarsi su presente e futuro dell’istruzione: « Occorre incontrarci e confrontaci – spiega uno degli organizzatori Stefano Alterini – c’è la necessità di far capire cosa sta avvenendo.  In alcuni istituti, i dirigenti non hanno permesso un confronto con i genitori che si ritrovano con le attività extra annullate senza sapere il perchè».

 
Venerdì 14 dicembre alle ore 21, i professori del neonato coordinamento provinciale, insieme agli studenti, ex studenti e cittadini cercheranno di dare un senso e, soprattutto, una prospettiva alla scuola: « Mostreremo brevemente alcuni video di presentazione delle attività a rischio, seguirà un breve spettacolo dei ragazzi a cui poi aprimao ai contributi di tutti. Vogliamo un confronto aperto, da questa serata si dovrà uscire con le idee chiare su ciò che si deve chiedere per migliorare la scuola».
 
L’opinione pubblica ha dimostrato di non solidarizzare con le proteste degli insegnanti che si sono ritrovati a dover contestare una norma della legge di stabilità che voleva elevare a 24 le ore di lezione frontale. Rientrata la proposta, sul tavolo, però, è rimasto il rammarico di una categoria che si è trovata all’improvviso sul banco degli imputati e con prospettive di ulteriori sacrifici. Orari limitati e vacanze eccessive sono le accuse che vengono mosse alla categoria: « Vogliamo dimostrare che il carico di lavoro non si esaurisce in classe. Lezioni e verifiche hanno bisogno di ore ulteriori, così come la preparazione di progetti o la realizzazione di occasioni formative extracurricolari, vedi gli stage in azienda. Le mie vacanze natalizie o pasquali, per esempio, passano tra correzioni di verifiche o organizzazioni di lavori. I corsi di lingue pomeridiani, per esempio, così come conferenze o incontri non si organizzano da soli».
 
Ma parliamo anche dei docenti che fanno lezioni private a pagamento: 
« Io non nego che ci sia anche questo fenomeno, ma la situazione non farà che peggiorare. Se si tolgono i fondi alle scuole, non si potranno più organizzare gli sportelli help o i corsi di recupero e i ragazzi saranno costretti ad arrangiarsi. Quest’anno, per esempio, nella mia scuola abbiamo solo 13 ore di recupero per tutte le materie per ogni classe. Un’inezia».
 
Parliamo anche degli insegnanti che non fanno o fanno male il proprio lavoro. Non esiste un sistema di valutazione dei professori e avere un corpo docente adeguato è sempre un terno al lotto:
« Purtroppo so che esistono questi colleghi e sono quelli che, sfortunatamente, fanno notizia perchè i ragazzi ne parlano subito. Nelle tante scuole che ho girato ho spesso chiesto ai dirigenti di farsi carico delle lamentele di studenti e genitori ma non è facile. Sono convinto che non sarà la "chiamata diretta del dirigente" la risposta giusta perchè non è una garanzia che si proceda sempre e solo per le capacità del singolo. Quindi, se tutti facessimo la nostra parte, studenti, genitori e insegnanti, anche le situazioni problematiche verrebbero risolte. Non si può girare la testa dall’altra parte e aspettare che sia qualcun altro a risolvere il problema. La scuola migliorerà se tutti faremo la nostra parte».
 
Venerdì 14 dicembre sarà, dunque, il primo passo verso la costruzione di una scuola migliore: « Questo è il momento di chiedere conto. Alle prossime elezioni dobbiamo far pesare il nostro voto».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 dicembre 2012
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