Il cemento si mangia seimila metri quadrati al giorno

Sono alcuni dei dati espressi durante la serata di sabato 15 dicembre a Filmstudio'90 dove si è tenuta la presentazione del documentario "L'età del cemento", seguita da un dibattito

Il sonno della ragione genera (eco)mostri. Si chiude con questo aforisma il documentario "L’età del cemento" che sabato sera (15 dicembre) Legambiente Varese ha proiettato presso la sala Filmstudio ’90. Una videoinchiesta sul fenomeno in continua espansione del consumo di suolo in Lombardia, dai palazzi nuovi e inutilizzati di Milano (oltre centomila i vani vuoti nel capoluogo regionale) alla cementificazione sulle rive dei laghi e lungo i fondovalle alpini.
"Il metro cubo è stata la moneta di questi anni, usato per rimpinguare le casse a secco dei Comuni e alimentare la bolla immobiliare. Ora paghiamo lo scoppio di questa bolla, e ci troviamo suoli cementificati che non potranno mai più tornare come prima" ha spiegato l’autore e regista del documentario Mario Petitto, intervenuto nel dibattito che il circolo ambientalista ha organizzato dopo la proiezione. Grazie ai dati mostrati da Tiziano Cattaneo, ricercatore del Centro di Ricerca sul Consumo di Suolo (il primo ente, fondato da Legambiente, Politecnico di Milano e Istituto Nazionale di Urbanistica, che si occupa di recuperare i dati sul fenomeno), il presidente del Cigno Verde cittadino Dino De Simone si è focalizzato sulla situazione della provincia di Varese. Bastano gli ultimi anni, secondo gli ambientalisti, per capire come la questione sia diventata fondamentale: dal 1999 al 2007 il territorio provinciale è stato urbanizzato in una estensione pari a 1837 ettari.  Seimila metri quadrati al giorno, un terzo della piazza del Duomo di Milano quotidianamente mangiata. In totale è quasi il 30% ad essere cementificato, con un tasso di incremento del 5,5% negli ultimi dieci anni. Di conseguenza, sono stati i suoli agricoli a rimetterci di più: in otto anni si sono persi oltre 900 ettari (il 4,4%), pari all’estensione del Parco del Lura. Stessa superficie scomparsa per i suoli naturali e seminaturali. "Come si sconfigge la crisi? Nessuno ha la soluzione pronta, neanche gli ambientalisti, anche se spesso i fatti dimostrano che abbiamo ragione – ha sottolineato De Simone -. Ma sappiamo che non si esce attraverso più consumo di suolo e maggior spreco di risorse."
Se l’urbanizzazione è più forte nel sud della Provincia e lungo le grandi infrastrutture come l’A8, la Varesina e i collegamenti per Malpensa, anche la città di Varese evidentemente non è immune al fenomeno. Al 2007 era pari al 43,06% la superficie coperta dal cemento, con un incremento di quasi 28 ettari, pari all’1,19%, rispetto al 1999. "La rigenerazione delle città – ha concluso De Simone – è la via che indichiamo ad amministratori pubblici ed operatori del settore, come in altre aree di Europa già si fa. Nel nostro piccolo, abbiamo messo in campo alcuni strumenti: dal progetto di Custodia del Territorio per i proprietari di terreni alle iniziative legislative per riconoscere il suolo come bene comune. E poi la campagna per il recupero e la valorizzazione dei Mulini di Gurone, un’esperienza concreta per dimostrare che un altro sviluppo è possibile". I dati divisi per provincia e città sono scaricabili dal sito lombardia.legambiente.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 dicembre 2012
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