Il LIons Club saluta il generale Battisti

Serata in compagnia del Comandante del Corpo di Reazione Rapida della NATO in Italia, in partenza per un anno di comando in Afganistan

lions generaleIeri sera, allo Spazio Lavit, il Lions Club Varese Host ha ospitato il Generale di Corpo d’Armata Giorgio Battisti, Comandante del Corpo di Reazione Rapida della NATO in Italia, in partenza per un anno di comando in Afganistan. L’incontro ha avuto come tema : “Il ruolo delle Forze Armate nella risoluzione delle crisi internazionali”.

Sono intervenuti il Prefetto di Varese Dott. Giorgio ZANZI, il Questore Dott. Vito Gagliardi, il Past Governatore del Distretto 108 Ib 1 Italy Danilo Francesco Guerini Rocco , il Col. Franco Muggli Medico Dirigente il Centro Reclutamento Monte Ceneri – Canton Ticino.

Il Presidente del Lions Club Pier-Maria Morresi ha introdotto ricordando che “le Forze Armate sono uno degli attori a disposizione della comunità internazionale per gli interventi nelle aree di crisi, unitamente alla diplomazia, alle organizzazioni governative e non governative.” Ed ha posto questo momento formativo, informativo nel percorso conoscitivo che il LC Varese Host conduce nel mondo delle Istituzioni che vivono nelle nostre zone. “Il Corpo d’armata di Reazione rapida della Nato (Nrdc-Ita) dislocato a Solbiate Olona, tra Varese e Milano – ha continuato Morresi – è uno dei sette comandi Nato multinazionali presenti in diversi Paesi europei che hanno il compito di effettuare con rapidità interventi in aree di crisi, in base alle decisioni del Consiglio del Nord Atlantico.”

La relazione del Generale Battisti è stata preceduta dalla proiezione di un filmato originale sulla sua attività di comando NRDC-ITA. “Vogliamo che i cittadini ci conoscano e sappiano che non siamo un mondo a parte ma, poiché italiani, cerchiamo ogni giorno di dare sostanza ai valori fondanti della nostra Patria” spiega il generale di Corpo d’Armata Giorgio Battisti, alto ufficiale di grande esperienza in ambito Nato, che ha partecipato alle operazioni in Somalia nel 1993,
in Bosnia nel 1997 e nel 2002 è stato il primo comandante del contingente italiano nella missione Isaf a Kabul, e poi nel 2003 ha comandato il nostro contingente sia per la missione Nibbio 1 (nell’ambito di Enduring Freedom), sia per quella Isaf sempre in Afghanistan con diversi ruoli sempre più significativi sino al 2007.

"Negli anni l’Italia ha acquisito una consolidata capacità di cooperare con professionalità e credibilità alle missioni internazionali, in stretto collegamento con gli altri paesi protocolli Nato. C’è lo stesso modo di ragionare e operare. Non dimentichiamo che in Afghanistan il comando Nato ha gestito forze di 40 Paesi. Ma soprattutto – aggiunge il generale Battisti – non dobbiamo dimenticare che quello militare è solo uno degli aspetti della gestione di una crisi. C’è quello diplomatico, quello della ricostruzione, quello del supporto alla popolazione".
"Questi aspetti sono sempre più centrali e in questo l’impegno dell’Italia è costante -prosegue ancora il generale Battisti: penso alla tutela della popolazione, alla creazione di una cornice di sicurezza anche attraverso interventi a livello di scuola, sanità, giustizia, amministrazione. Sono certamente fondamentali durante una crisi e sono la base che consente di gestire il dopo-crisi e le delicate fasi di transizione, per dare coesione alla riscostruzione del tessuto sociale. Fondamentale anche la collaborazione con altri attori come le organizzazione internazionali, quelle non governative, i rappresentanti delle amministrazioni e del governo, quelli religiosi e delle comunità locali. Su questo terreno le Forze armate italiane hanno una esperienza consolidata e una capacità riconosciuta da tutti, e anche questo tipo di interventi sono al centro di continue esercitazioni in Patria e dei nostri obbiettivi per il successo delle operazioni di peacekeeping".

“Le Forze Armate italiane – ha concluso il Presidente Pier-Maria Morresi – sono la sicurezza e la stabilità nella nostra Nazione e nelle aree più critiche del mondo, compito che richiede il sostegno del mondo civile affinché siano poste in condizione di affrontare efficacemente le nuove minacce che affiorano all’orizzonte.”

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 dicembre 2012
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