Il parrucchiere di Bizzozero torna in mutande

Continua la singolare protesta di Massimo Crippa che ha raccolto l'adesione di altri commercianti in difficoltà per la crisi economica. L'iniziativa partita da Varese ora si allarga ad altre province lombarde

Il parrucchiere varesino non si arrende e continua la sua battaglia contro le tasse tagliando i capelli in mutande. E con lui sono sempre più i cittadini e i commercianti in difficoltà che lo appoggiano e lo sostengono. Massimo Crippa è convinto che qualcosa si stia muovendo e che il suo non sia un messaggio gridato al vento. «Siamo quasi in 100mila ed addirittura anche anche a Milano si stanno raccogliendo firme sui mezzi pubblici per far nascere il mio “partito”. La mia protesta è uscita da Varese e questo era il mio obiettivo. Farmi sentire».
Sabato prossimo, infatti, i negozianti di Bergamo scenderanno in piazza in mutande. «Il ritrovo è alle 16 nel centro cittadino ed io sarò con loro. Noi commercianti siamo ridotti male, ma penso anche a chi guadagna solo 500 euro al mese. Dobbiamo farci sentire ed essere tutti uniti perché siamo stanchi delle prese in giro del governo».
Il coiffeur ha allestito nel suo negozio anche un singolare alberello natalizio di carta. Al posto delle palline colorate, Massimo ha scritto tutti i doni che il 2012 porterà ai cittadini per questo Natale. «L’Imu, la disoccupazione, l’aumento dell’IVA, i tagli alla sanità e all’istruzione, l’aumento di luce e gas, tanti bei doni per trascorrere un Natale in serenità». Il commerciante sorride ironico e con disinvoltura maneggia i capelli di una cliente indossando i suoi eleganti boxer col frac.
Anche il fiorista varesino di Piazza Repubblica, Massimo Rovera, ha appoggiato l’iniziativa dell’amico negoziante spogliandosi. «Il mio gruppo su Facebook ha raggiunto gli oltre 2500 iscritti e la nostra protesta raccoglie non solo i commercianti ma anche gli industriali, gli artigiani e i liberi professionisti. Se sono in crisi gli avvocati ed i notai è perché siamo proprio alla frutta». Sul social network è stato lanciato anche un sondaggio. «Al popolo della partita iva è stato chiesto cosa ha intenzione di fare con l’arrivo del nuovo anno. Il dato impressionate che abbiamo raccolto è che il 33% di coloro che hanno risposto chiuderà l’attività».
Anche nella via del parrucchiere di Bizzozero, via Carletto Ferrari, di una trentina di esercizi tuttora ne sono rimasti aperti solo sei. Massimo, sempre in mutande, esce dal negozio e ci mostra la via deserta. «Il primo negozio dopo il mio è là in fondo e a gennaio non ci sarà più».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 dicembre 2012
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