Il sindaco: “Non cederemo azioni di A2a”

"Varese ha acquisito una partecipazione di A2A, pari a circa lo 0,7% dell’intero capitale e, che con tale partecipazione, le scelte di politica industriale su A2A non erano certamente preventivamente conoscibili e condizionabili"

Egregio Consigliere,

mi stupisco della sua insistenza e pervicacia nell’introdurre di continuo questioni
afferenti A2A, ora addirittura su politiche industriali a livello internazionale.

Evidentemente non deve avere altri argomenti di interesse locale su cui
interrogare l’Amministrazione Comunale.

Premetto e le ricordo come l’aggregazione della nostra “piccola” Aspem
con il colosso A2A SpA, controllato dai Comuni di Milano e Brescia con
partecipazione maggioritaria ed egualitaria pari complessivamente al 55%,
venne deliberato dal nostro Consiglio Comunale a larghissima maggioranza
(37 favorevoli su 38 votanti) compreso il suo voto e quello dell’intero gruppo
consiliare del PD nel maggio 2008 e la chiusura definitiva dell’operazione
aggregativa avvenne, appunto, nel gennaio 2009.

Evidentemente, egregio consigliere, ha le idee confuse se non è in grado di
cogliere che il Comune di Varese, nell’operazione di concambio azioni, ha
acquisito una partecipazione di A2A, pari a circa lo 0,7% dell’intero capitale e,
che con tale partecipazione, le scelte di politica industriale su A2A non erano
certamente preventivamente conoscibili e condizionabili.

A ciò aggiungo che, a quel tempo, il Comune di Varese non aveva rappresentanti
né nel consiglio di sorveglianza né nel consiglio di gestione di A2A SpA; solo
recentemente, grazie ad un mio accordo con il Sindaco del Comune di Bergamo,
è stato possibile eleggere un rappresentante comune, che certo potrà meglio
rappresentare anche le istanze delle rispettive Città.

Tornando alla sua domanda sulla vicenda Montenegro, se intende soddisfarla,
chieda direttamente all’autore della trasmissione televisiva, ovvero attivi una
denuncia alle competenti autorità; francamente tali polemiche televisive mi
lasciano indifferente e, mi creda, non è certamente tale vicenda cha ha potuto
condizionare l’andamento economico-finanziario di A2A stessa in questi
anni, ma semmai le problematiche legate all’indebitamento ed al futuro degli
affidamenti in essere.

Infine, per quando riguarda i valori azionari, spero che a lei non sia sfuggito
che dal 2008 ad oggi, le patrimonializzazioni delle principali società quotate
in borsa ed i conseguenti valori azionari, sia a livello mondiale che europeo e
naturalmente nazionale, hanno subito, per effetto della crisi economica mondiale
un vero e proprio tracollo, spesso non corrispondente all’effettivo valore
economico delle società stesse ed anche A2A, e conseguentemente i comuni
soci, hanno visto ridursi il valore delle azioni detenute.

Sappia, in ogni caso, che non è intenzione della mia Amministrazione cedere
quote di tali azioni in tale contesto negativo se non necessitato dalle norme,
peraltro assurde del Patto di Stabilità, sempre aspramente contestato e
combattuto dal sottoscritto anche in qualità di Presidente di Anci Lombardia.

A tale proposito la rinvio alla recente dichiarazione dello stesso Assessore al
Bilancio del Comune di Milano, Bruno Tabacci fortemente critico a riguardo (La
Repubblica, Affari e Finanza, 10/12/2012).

Ho la convinzione che A2A costituisca una risorsa nazionale ed internazionale
per il Paese, sia in campo industriale che dei know-how sui servizi erogati. Tale
mia convinzione è suffragata anche a livello governativo come ho avuto modo di
riscontrare in recenti colloqui ministeriali.

Confido che nel medio periodo A2A possa recuperare buona parte del suo valore
di mercato anche alla luce del nuovo piano industriale 2013-2015 recentemente
presentatomi oltre che dall’intervento legislativo introdotto per le società quotate
e loro controllate esercenti servizi pubblici locali dal decreto-Sviluppo 2.0.

Distinti saluti. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 dicembre 2012
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