Ims, consegnate le lettere di licenziamento. Tra lacrime e rabbia

I 103 dipendenti hanno ricevuto e firmato nella mensa dell’azienda la messa in mobilità, dopo più di un anno di lotte, cortei, manifestazioni: “Siamo senza parole”

Le lettere di licenziamento sono state consegnate, nel silenzio di una fabbrica non più operativa. Oltre 100 lavoratori, dopo un anno di lotta tra presidio permanente, cortei, richieste, allarmi, solidarietà, si sono messi in coda per ricevere le lettere di mobilità. È successo martedì mattina all’Ims di Caronno Pertusella, l’ex Emi Records, azienda che stampava cd e dvd per numerosi artisti italiani e internazionali, molti dei quali hanno espresso chiaramente la loro solidarietà in questi mesi. Parole che però non sono servite a molto.

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I lavoratori hanno lottato, hanno combattuto, hanno cercato di mantenere in vita la fabbrica che, come ricorda il loro rappresentante e portavoce Antonio Ferrari «non è stata chiusa perchè non c’era mercato, ma per una malgestione da parte della proprietà».
Martedì mattina la rabbia ha lasciato il posto alle lacrime, come quelle trattenute da Luigi Maiocchi, lavoratore della Ims tra i più attivi nella lotta di questi mesi, sempre in prima fila, sempre a cercare di trovare il coraggio e la speranza per i colleghi: «Adesso non trovo le parole, non farmi dire altro». Oppure Luca Pugliese, 48 anni: «Voglio sperare ancora, ma è difficile. Mi trovo in quell’età in cui mi chiedo come faccio a trovare un posto di lavoro, si favoriscono i giovani, ma noi? Almeno in questo caso per fortuna che almeno non ho una famiglia».

Le lettere sono state consegnate in mensa, insieme ai libretti di lavoro. I dipendenti sono stati chiamati uno a uno e il silenzio che avvolgeva tutto era irreale. Qualche segnale di speranza è arrivato proprio da Antonio Ferrari, rappresentante del sindaco Cobas Cub: «Andremo avanti a lottare, faremo qualche altra iniziativa, andremo a Padova dalla proprietà a cercare di capire perchè debba dare a qualcun altro la gestione di questi capannoni – ha spiegato ai lavoratori -. Questo è un momento difficile, molte speranze ce le hanno stroncate ed è complicato rialzarsi, ma dobbiamo ancora capire come abbia fatto una fabbrica operativa a chiudere così su due piedi. Perchè anche la politica, dopo tante promesse, non ha fatto nulla di concreto? Abbiamo lottato e ottenuto storici risultati, come l’accordo con Emi Music lo scorso dicembre, o la cassa integrazione. Ma non è bastato».

Nei prossimi giorni i lavoratori dell’Ims faranno ancora sentire la propria voce: «C’è la possibilità che qualche azienda si faccia avanti – conclude Ferrari -. Non ci sono più i vincoli del Tfr per i dipendenti e i capannoni hanno ancora tutti i macchinari in buono stato. Non sono perse tutte le speranze e noi continueremo a lottare».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 dicembre 2012
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