In mostra “Il colore inquieto” di Carlo Premoselli

La mostra dell'artista locale sarà visibile fino al 9 dicembre

mostra premoselli “Senza prendere il biglietto oggi abbiamo vinto un ambo, nel senso che abbiamo molte opere di Premoselli da vedere e parliamo d’arte”, così ha esordito il critico d’arte Luigi Barion all’inaugurazione della mostra “Il colore inquieto” di Carlo Premoselli, allestita presso il comune di Cuveglio fino al 9 dicembre. A presiedere l’evento il sindaco di Cuveglio Giorgio Piccolo, promotore dell’iniziativa, che nel suo intervento ha inquadrato storicamente Premoselli nell’ambito della generazione di artisti cresciuta intorno all’industria ceramica di Laveno e ha ribadito il significato di una mostra lungamente meditata: “E’ un artista locale, ci teneva molto a fare la mostra a Cuveglio, e anche noi siamo contentissimi. E’ l’espressione della nostra terra”. Nel corso della sua presentazione Barion ha sottolineato l’importanza di una mostra che permette non solo di riscoprire un artista poco noto, ma anche di capire quanto amore Premoselli versi nelle proprie opere. “Questa per me è una piccola grande scoperta: conoscevo Premoselli di persona, ma in tutta la mia vita ne avevo visto soltanto tre opere. Egli rappresenta quel piccolo grande miracolo che è la provincia italiana, dove c’è l’espressione migliore della italianità. Innamorato della sua Valcuvia, innamorato del suo comune, tanto che ha voluto qui fare la mostra, Premoselli propone con grande semplicità un messaggio veramente forte, le sue opere sono tutt’altro che timide. Egli è un attento cultore di beni che noi abbiamo sotto gli occhi e che lui sa focalizzare, fermare e anche trasformare”. Come esempio, il critico cita il quadro dal titolo“La fede perduta”, nel quale non si fa riferimento a motivazioni religioso-filosofiche, ma semplicemente alla fede nuziale scivolata dal dito di un lavoratore, che il pittore con delicatezza mette in un angolo. “In questo gesto c’è tutto l’amore che Premoselli desumo abbia avuto nel corso vita verso la sua famiglia, i suoi amici, il suo paese. E’ un Premoselli intimo che racconta con grande semplicità la sua vicenda pittorica, che ha una sua originalità. I suoi quadri ci insegnano qualche cosa. Non sono quadri immediati”. Barion infine, richiamando le parole dello scrittore-poeta risorgimentale Giuseppe Giusti sul fatto che il problema dello scrivere un libro sta nel far sì che il libro sappia cambiare la gente, conclude:“Facile fare un quadro, ma l’opera diventa tale nel momento in cui riesce a trasmettere qualcosa all’occhio al visitatore. Premoselli c’è riuscito. I suoi quadri ci fanno sognare, e scusate se questo è poco”.
La rassegna sarà aperta fino al 9 dicembre presso il Municipio di Cuveglio. Orari di visita: sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30. Da lunedì a venerdì dalle 16 alle 18. L’ingresso è gratuito.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 dicembre 2012
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