La Luino sfocata di Luciano Suira

Il libro è ampiamente illustrato con fotografie, con i disegni dell’autore, del fratello Sandro e di allievi che ben avevano appreso l’insegnamento

 È in libreria, fresco di stampa, il libro di Luciano Suira: «l’è mia còta. La Luino sfocata di Luciano Suira».
L’autore non è alla prima prova, avendo a suo tempo pubblicato Luino, un luogo ameno (1990), Se nascevi a Luino (1998) e inoltre articoli sul Rondò (1996, 2009, 2010, 2012) e una lunga serie di quaderni didattici per le scuole professionali. Nelle 320 pagine del libro è ripreso e di molto ampliato il racconto delle variegate esperienze d’una vita: «momenti caserecci attinti nel quotidiano di un piccolo borgo lacustre, dove le persone amano e odiano con uguale impegno». È in primo piano il mondo che ruotava intorno al porto e alla contrada
dei mercanti, una Luino ormai sfocata, con poco spazio lasciato alla nostalgia; c’è poi la Luino d’oggi, sempre in cerca di una identità significativa, e le sue occasioni perdute; risaltano la conoscenza o l’amicizia di figure irripetibili, persone che sono vissute senza sapere d’avere acceso in altri un lume d’umanesimo.
Spazio hanno le memorie d’una bottega che dall’artigianato del legno arriva alle soglie dell’arte e alimenta la passione di suscitare nei giovani, a scuola, la conoscenza e la creatività. Non si aspetti il lettore una storia paludata (anche se in futuro lo storico troverà materia per rappresentare la società e la vita del nostro tempo) e nemmeno meditazioni filosofiche sopra gli inciampi d’una esistenza travagliata. Con ironia e auto-ironia Suira coglie nel fatto, nell’accadimento, il lato umano, l’aspetto patetico o comico della vita, il superamento
della trasgressione giovanile in una solida moralità del lavoro e della solidarietà. Una vita la sua, come amadire, di «saltimbanco» che qui è riflessa senza compiacimenti e retorica; un percorso che è anche il percorso della società nell’ultimo secolo: il lavoro ingrato in giovane età, la maturazione di competenze tecniche e la bravura nel disegno che sono state le basi oggettive e preziose dell’ambizione d’arte, espressa nel design inconfondibile delle «sedie» e coronata con l’arredo della sede arcivescovile di Loreto, passando con spregiudicatezza dal costruire con le proprie mani una star da regata alla provocazione delle «macchine
inutili», gli schiaccianoci e il compasso giganti e infine il marchingegno denominato Eolo (che lasciamo al lettore di scoprire in una pagina del libro). La tribolata, lunga presenza nella scuola di formazione professionale, la fantasia dispiegata con metodi innovativi che molto potrebbero servire ai futuri docenti, trovano il loro premio in alcune toccanti lettere degli allievi. Il libro è ampiamente illustrato con fotografie, con i disegni dell’autore, del fratello Sandro e di allievi che ben avevano appreso l’insegnamento, e infine con le vignette satiriche del valente grafico ticinese Armando Boneff, adattate con il suo consenso ai temi del
libro e utili a sottolineare il lato comico e la divertita polemica di molte pagine. Buona lettura auguriamo, non solo ai luinesi.
Il libro è in vendita presso la libreria Cerutti & Pozzi di Luino.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 dicembre 2012
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