La pellicceria “sponsorizza” la scuola, polemica al Liceo Crespi

Portachiavi di pelo e pelle sono stati distribuiti agli studenti con allegato un volantino che pubblicizza una pellicceria. Qualcuno non ha gradito ma la preside Cristina Boracchi difende la scelta

Capita in tutte le scuole che tra aule, corridoi e uffici circolino molti cataloghi e volantini: vacanze studio, corsi di lingua, bandi per concorsi, eventi culturali e tornei di ogni tipo. Ma per chi frequenta il liceo classico e linguistico Daniele Crespi di Busto Arsizio, ecco che in questa serie di interessanti inviti compaiono anche quelli della pelletteria e pellicceria Coralba di Busto Arsizio. Depliant che sono stati distribuiti agli studenti con un omaggio che il negozio ha deciso di fare alla scuola, un porta gettoni per il supermercato realizzato con pelliccia o pelle. Qualcuno però non ha gradito l’iniziativa. Gli studenti hanno iniziato a mormorare, protestando verso quel dono frutto di un’industria tanto discussa per le sofferenze che arreca agli animali e sono arrivati a sospendere quella che sarebbe stata la fase due della sponsorizzazione.
La pelletteria, infatti, era pronta ad omaggiare la scuola con tre giacche da mettere come premio in una lotteria per raccogliere fondi: il consiglio d’istituto del Crespi, con una decisione di settembre, aveva dato il suo nulla osta alla decisione affidando agli studenti il compito di organizzarla; ma con il rinnovo dei rappresentanti degli studenti (che durante questa settimana dovrebbero esprimersi con una nota ufficiale, ndr) la proposta della lotteria è stata cancellata. Non quella degli omaggi che, invece, sono stati distribuiti regolarmente nelle scorse settimane.
Un gesto che diversi studenti non hanno gradito e che, contattando l’associazione “Oltre la specie”, hanno voluto denunciare. Ciò che i ragazzi contestano è il fatto che la scuola abbia affrontato con tale leggerezza il tema delle sofferenze patite dagli animali nei processi di lavorazione dell’industria delle pelli e delle pellicce e che tali discutibili prodotti non solo siano stati distribuiti, ma sopratutto sponsorizzati all’interno di una scuola.
A difendere la scelta del prestigioso istituto bustocco c’è però la preside Cristina Boracchi che spiega con un comunicato che «la pelletteria Coralba da alcuni anni offre come forma di sponsorizzazione alle scuole del territorio dei gadgets natalizi e dei capi in pelle» e che il liceo che dirige non è l’unica realtà scolastica ad aver ricevuto questa opportunità. Secondo la dirigenza, comunque, non ci sarebbe nulla di scandaloso o diseducativo nella scelta dal momento che la pelle utilizzata «è la stessa di giacche, scarpe o borse che portiamo», mentre il pelo che potrebbe da oggi penzolare dai portachiavi dei suoi studenti è «uno scarto di lavorazione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 dicembre 2012
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