La preside: “Sono solo scarti di lavorazione”

Cristina Boracchi, dirigente scolastico del liceo Crespi di Busto, difende la scelta della sponsorizzazione di una pellicceria e della distribuzione di omaggi di pelle e pelo agli studente

Cristina Boracchi, preside dell’istituto Daniele Crespi, replica con un comunicato che pubblichiamo integralmente in merito alla vicenda della sponsorizzazione di una pellicceria della zona alla sua scuola

La pelletteria Coralba da alcuni anni offre come forma di sponsorizzazione alle scuole del territorio dei gadgets natalizi e dei capi in pelle – non in pelliccia – per le lotterie natalizie e la raccolta fondi da reinvestire in beni o servizi .
Quest’anno la cosa è stata offerta anche al Liceo Crespi e ad altri istituti con esiti diversi: nel caso del Crespi, il DS ha partecipato della iniziativa il Consiglio di Istituto chiedendo un parere che è stato positivo e quindi si è accolta la proposta, ma si è delegato il comitato studentesco nella decisione di accettare o meno i capi in pelle per eventuale lotteria interna. Il comitato, che a novembre ha visto nuovi studenti eletti, ha ritenuto di non volere procedere alla lotteria stessa e i gadget offerti sono stati in piena libertà da molti accettati, da altri non accettati. In altro istituto di Busto, invece, il comitato dei genitori si è assunto il compito di operare in tal senso, sempre sentito il Consiglio di istituto ma comunque nella piena libertà di un comitato genitoriale. I gadgets consistono in un portagettoni per il supermercato legato a un pezzo di pelle – la stessa con la quale vestiamo giacche o calziamo scarpe o facciamo borse – o pelo – di scarto di lavorazione.
Evidentemente le sensibilità in merito sono diverse e non a caso il Ds aveva voluto un parere del CI.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 dicembre 2012
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