La storia di una stazione nata male

Le tappe della travagliata storia ferroviaria cittadina dalla decisione di eliminare i passaggi a livello (1995) ai problemi della nuova stazione (2012)

Era il 1996 quando il Comune di Castellanza e la Provincia di Varese decisero di chiedere l’interramento totale della linea ferroviaria che attraversava la città, anziché l’attraversamento in trincea. A seguito di quella decisione si decise di realizzare la nuova stazione di Castellanza sul territorio di Busto, all’estrema periferia di Castellanza. Si decide, così, di realizzare un supertunnel sotto l’Olona, 3,7 km sottoterra, quasi il doppio di quel che prevedeva il tracciato del 1995 (1,8 km saranno scavati con le "talpe", gli altri a cielo aperto). 

Al problema dello spostamento della stazione ci si inventa la soluzione del tram-treno, cioè un tram che si muova sulla vecchia ferrovia con gli incroci regolati da semafori e non dagli odiati passaggi a livello. Il tutto viene messo nero su bianco nell’aprile del 2001, a giugno di quell’anno si arriva al via libera in Conferenza dei Servizi, l’anno dopo (2002) la Regione sblocca i primi 4,7 milioni di Euro necessari e ci si prepara a scavare. I lavori prendono il via nel 2005.

Le "talpe" si mettono al lavoro, due gallerie separate, a grande profondità. Un cantiere complesso, al punto che i costi saranno esorbitanti: dai 62 milioni 496mila euro previsti si arriverà alla fine a 140 milioni con nel mezzo il fallimento dell’impresa madre, la De Lieto nel 2009, ad un passo dal termine dei lavori per il tunnel.

Nel 2010 è già tempo di inaugurazioni, superato con un ulteriore costo di 6 milioni di euro il problema del fallimento della società napoletana. Nel frattempo viene abbandonata l’idea di realizzare un tram-treno per colegare Castellanza alla sua nuova stazione. A due anni di distanza dal taglio del nastro la stazione non è ancora completa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 dicembre 2012
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