“Le denunce agli studenti sono un atto di intimidazione”

Le dichiarazioni del Collettivo Anopticon, collettivo di studenti del Saronnese, promotore delle manifestazioni studentesche che hanno portato la Questura a denunciare 29 ragazzi

Le dichiarazioni del Collettivo Anopticon, collettivo di studenti del Saronnese, promotore delle manifestazioni studentesche che hanno portato la Questura a denunciare 29 ragazzi:

Il 19 di dicembre la questura di Varese ha rilasciato un comunicato in cui sostiene di aver denunciato 29 degli studenti saronnesi per aver partecipato ai cortei organizzati tra ottobre e dicembre di quest’anno. Queste denunce non sono nient’altro che un atto di intimidazione nei confronti di un movimento, quello degli studenti di Saronno, che quest’anno più che mai si è rivelato essere forte e determinato.

Mentre ai cortei abbiamo partecipato in più di tremila, i denunciati paiono essere solo 29. La scelta di chi denunciare e chi no appare totalmente arbitraria: se eravamo in tremila dietro quegli striscioni, a bloccare l’autostrada, a cantare cori contro la riforma, perchè allora solo 29 di noi sono considerati colpevoli per tutto questo? E’ forse una colpa aver gridato più forte degli altri, o avere retto gli striscioni? E’ evidente come queste denunce non siano altro che un avviso per tutti quelli che hanno deciso di scendere in strada. Oggi la denuncia tocca a qualcuno, ma domani potrebbe toccare a qualcun altro. Quello che i politici e la polizia si affannano di continuo a ripeterci è che l’unico modo legittimo di protestare è quello di farlo nei limiti determinati da loro.

Ma quello che ci dicono è anche che questo tipo di proteste sono legittime proprio perchè evitano di creare qualsiasi tipo di “disagio”. Ma quale forza può avere una protesta se non si permette di infastidire il normale corso delle cose? Quale forza può avere la protesta studentesca? Non ci rimane che aspettare che qualche politico di turno decida di cambiare idea? La nostra idea è quella che le manifestazioni organizzate in questi mesi siano state criminalizzate dalla questura proprio perchè si sono rivelate essere incisive.
La paura della polizia è proprio che queste pratiche si possano diffondere troppo tra gli studenti, e che le proteste studentesche inizino a diventare davvero efficaci. La dimostrazione di questa cosa è che ovunque in giro per l’Italia situazioni di conflittualità più aperta siano state represse duramente, con cariche nelle piazze, perquisizioni e centinaia di denunciati in decine di città. Noi però ci ricordiamo che in quei cortei c’eravamo tutti, e ci sentiamo quindi di esprimere la nostra solidarietà e complicità verso i 29 ragazzi denunciati. Non abbassiamo la testa! Come ci vogliono loro non ci avranno mai!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 dicembre 2012
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