Lettera aperta al Ministro Profumo

Gli studenti del liceo scientifico Ferraris di Varese hanno scritto una lettera che è stata consegnata al dirigente dell'Ufficio scolastico territoriale, Dottor Merletti

Varese, Giovedì 20 dicembre 2012

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dott. Francesco Profumo,
al Dirigente generale dell’USR Lombardia dott. Francesco de Sanctis,
al Dirigente dell’USP Varese dott. Claudio Merletti.

Questo breve scritto è l’espressione del sentimento di delusione degli studenti del Liceo Scientifico Galileo Ferraris di Varese per le angherie che la scuola pubblica sta attualmente subendo.

Sentiamo ormai troppo prepotente, violento e di certo controproducente l’atteggiamento che i diversi governi succedutisi sulla scena politica italiana dell’ultimo decennio hanno persistentemente mantenuto nei confronti della Scuola. Pensiamo che in un periodo di crisi come quello in cui ci troviamo, crisi non solo economica ma anche morale, uno Stato attento debba investire nell’Istruzione, per garantire la nascita di una generazione di cittadini capaci e intraprendenti che siano in grado di dare un futuro prospero al nostro Paese.
I metodi di  preparazione, necessari a garantire agli studenti gli strumenti che permetteranno loro in un futuro quanto mai prossimo di tenere le redini di un paese in evoluzione, non possono e non devono limitarsi a una formale lezione frontale, ma assicurare una vasta gamma di esperienze e attività che possano fornire ad essi una conoscenza più specifica e un’esperienza diretta che neppure la migliore delle lezioni frontali può trasmettere.  
Sembra che i nostri rappresentanti non si rendano conto che un giorno, loro malgrado, la poltrona dovranno  lasciarla e che a guidare il Paese saranno gli studenti d’oggi.
A nostro parere gli studenti dovrebbero essere considerati la classe più preziosa di un Paese, specialmente in  un periodo di crisi poiché è proprio in loro che dovrebbe risiedere la speranza e lo slancio effettivo verso un futuro migliore. Il futuro è nelle nostre mani, e se la Scuola non sarà in grado di dare al Paese una generazione di cittadini capaci l’unico futuro che ci può attendere é il declino.
Senza fondi sufficienti gli istituti scolastici non possono materialmente garantire il livello qualitativo per cui l’Istruzione Italiana è invidiata in tutto il mondo e garantire al nostro Paese uno sviluppo progressivo.
È alquanto offensivo e vergognoso il disinteresse e la superficialità con il quale questo argomento viene affrontato: ad oggi, 20 dicembre, dopo quasi 4 mesi dall’inizio delle attività didattiche, non è ancora stato comunicato agli istituti quale sarà l’entità del fondo di istituto necessario a finanziare qualsiasi attività extradidattica. A questo proposito ci teniamo a sottolineare che nella maggior parte delle scuole, buona parte delle attività è stata comunque messa in atto, senza alcuna certezza sulla finanziabilità delle stesse. Sarebbe interessante conoscere quale comportamento assumerebbero i nostri deputati in una situazione analoga.
Ci sentiamo offesi e arrabbiati contro una classe politica che da anni ormai si disinteressa del futuro del  proprio paese e dei propri giovani i quali scandalosamente vengono ritenuti poco importanti.
In data 28 marzo,  la VII Commissione, con voto favorevole di quasi tutti i gruppi parlamentari, ha chiesto per il DDL 953 la sede legislativa, una procedura secondo la quale la legge sarebbe approvata direttamente in Commissione senza passare dalla Camera.
A riguardo l’art. 72 della Costituzione recita: «Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è […] esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale. Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza.»
Il suddetto regolamento della Camera prevede all’art. 92 c.1:
«Quando un progetto di legge riguardi questioni che non hanno speciale rilevanza di ordine generale, il Presidente può proporre alla Camera che il progetto sia assegnato a una Commissione permanente o speciale, in sede legislativa, per l’esame e l’approvazione».
Dunque secondo il governo e la maggior parte dei nostri rappresentanti le questioni riguardanti il sistema scolastico "non hanno speciale rilevanza di ordine generale"…Come studenti e come aspiranti risolutori di una situazione in cui siamo stati portati senza responsabilità ci 
aspetteremmo che ci venissero almeno garantiti gli strumenti che ci permetteranno un giorno di risollevare le sorti dell’Italia.
Ci lascia inoltre sbalorditi e amareggiati il fatto che,  mentre la scuola statale viene trascurata, alla scuola paritaria, solo in Lombardia, sono stati stanziati 12 milioni e 335mila euro.
È paradossale che si pensi prima a garantire fondi per le scuole private piuttosto che a quelle pubbliche quando l’art. 33 della costituzione recita: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato."
Con ciò non vogliamo criticare l’entità dei fondi che lo stato garantisce ai diversi generi di istituti, ma  sottolineare la mancanza di una adeguata priorità con la quale dovrebbero essere affrontate questioni riguardanti il finanziamento di istituti statali, poiché in queste, senza conoscere l’entità del fondo d’istituto, i progetti extradidattici non possono essere attivati.
Siamo consci della situazione in cui si trova il nostro paese e, come l’istituzione scolastica ha sempre fatto  durante l’ultimo trentennio, accetteremo le ulteriori limitazioni che ci verranno imposte se queste saranno ragionevoli e inevitabili, poiché riteniamo che prima di arrivare a imporre dei consistenti tagli all’istruzione bisognerebbe tentare ogni altra soluzione.

Desidereremmo, come studenti e futuri cittadini di quella che è la più bella e illustre Repubblica del mondo, che la nostra Costituzione venisse riportata nel cuore dei nostri ministri, indipendentemente dalla loro fede politica, e che essa venisse rispettata e attuata anche nel suo articolo 9, il quale recita: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.". 

Chiediamo con tutto il nostro impegno di ricevere le attenzioni di chi ci governa e ritornare così ad essere ascoltati e tutelati come elementi fondanti del futuro del paese nella sua condizione sociale, economica e finanziaria. La scuola italiana ha ancora molto da dare a tutti noi, e in quanto studenti siamo i primi a crederci fino in fondo e a combattere per lei. Sperando di aver dato alcuni spunti su cui riflettere,

Porgiamo distinti saluti.

Gli studenti del Liceo Scientifico Galileo Ferraris di Vares

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 dicembre 2012
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