Marantelli: “Lavoro ed economia sostenibile. Si riparte da qui”

Alla vigilia delle primarie parlamentari del Pd, il deputato "uscente" Daniele Marantelli fa un bilancio del suo primo mandato

Il Partito Democratico per Daniele Marantelli ha «un corpo e un’anima». Ecco perché si è fatto fotagrafare in mezzo a D’Alema e Veltroni nel loro ultimo giorno da parlamentari. «Qui manca solo il pallone e poi c’è tutto» gli ha detto il “ras” di Gallipoli. E lui li ha abbracciati entrambi pur ammettendo di non essere nè un veltroniano nè tantomeno un dalemiano. «Non sono mai stato un camaleonte – continua Marantelli – e non mi sono mai vergognato della mia appartenenza. Sto dalla parte della gente, del popolo, perché ce l’ho scolpito nel dna».
Alla vigilia delle primarie dei parlamentari del Pd, il deputato di Masnago fa un bilancio della sua attività non solo a Montecitorio ma anche sul territorio, parola quest’ultima che oggi puo’ usare senza rischiare ambiguità o la recriminazione di contiguità con la Lega Nord. Non è un semplice dettaglio per uno che a suo tempo aveva tracciato per primo la via padana dell’Ulivo e preannunciato fin dal 1994 la nascita del Partito Democratico al nord. Una cosa è certa: Marantelli la sua terra la conosce molto bene. L’ha presidiata anche quando era a Roma, cercando di portare nel cuore della politica nazionale le istanze dei lavoratori e delle aziende del Varesotto, frontalieri compresi.
I dati della sua attività parlamentare (fonte Camera dei Deputati e Openpolis) lo collocano tra i primi 20 deputati, su un totale di 630, per presenze a Montecitorio (98,12%), oltre a un’intensa attività svolta in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici.
Nella sede del Pd di Varese ci sono anche il consigliere regionale Stefano Tosi e due lavoratori nella veste di “sponsor”: Sonia Rossato della Livingston e Elia Raffaele sindacalista della Fiom all’Agusta. «Il tema del lavoro, dell’economia sostenibile e della qualità della produzione sono punti fondamentali del programma di Bersani – sottolinea Marantelli – . Due anni fa a Malpensafiere durante l’assemblea di Confindustria ho denunciato l’eccesso di ottimismo di alcuni relatori che parlavano di luce in fondo al tunnel. In questi anni di crisi mi sono occupato di aziende importanti come Whirlpool, Alenia-Aermacchi, Agusta Westland e Livingston ma anche della miriade di piccole e medie imprese di questa provincia che sono autentici gioielli, sconosciuti ai più».
Ad una destra populista preferisce «un partito conservatore di stampo europeo». Quanto alla discesa in campo di Mario Monti non è poi così convinto che uno schieramento variegato, che va da Montezemolo a Riccardi, passando da Mastella, possa essere vincente. «L’Italia ha bisogno di un governo che non dilapidi i sacrifici fatti – insiste Marantelli –. Ha bisogno di più moralità, più trasparenza. Noi a suo tempo abbiamo sostenuto il governo Monti perché aveva detto di essere al di sopra delle parti».
In provincia di Varese Finmeccanica ha il cuore della sua produzione aeronautica. Aermacchi e Agusta Westland sfornano velivoli apprezzati nel mondo. Una reale opportunità per i lavoratori e per le tante piccole imprese che alimentano l’indotto del Distretto aerospaziale lombardo, ma anche un piatto succulento per il sottobosco politico che ambisce al gettone di presenza nei consigli di amministrazione. «L’addestratore dell’Aermacchi – conclude Marantelli – dovrà diventare un prodotto di punta europeo. E se lo è già diventato per Singapore, che è il cliente più esigente che esista al mondo, potrà diventarlo anche per l’Europa. Chi siede nei cda di queste grandi aziende deve garantire competenza, trasparenza e soprattutto autonomia dalla politica». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 dicembre 2012
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