Maroni: alleati del Pdl solo senza Berlusconi

Incontro serale a palazzo Grazioli tra il Cavaliere e il leader del Carroccio

roberto maroniLo aveva detto nei giorni scorsi il governatore veneto Luca Zaia, sostenuto da altri maggiorenti del Carroccio: il nuovo corso della Lega Nord non può essere questo. Una dichiarazione appoggiata anche da altri graduati come Salvini e Tosi all’indomani della richiesta berlusconiana, che aveva più l’aria del diktat: caro Maroni, se vuoi l’appoggio in Lombardia, devi appoggiare a tua volta la mia discesa in campo. Firmato: Silvio Berlusconi. Ma qualcosa non ha funzionato. E l’aria di cambiamento nella Lega Nord questa volta non si ferma alle telefonate della base a Radiopadania, ma va oltre e contagia i vertici, che chiedono cambiamento, quel movimento degli amministratori, interno alla Lega, che più di una volta ha alzato la voce per farsi sentire.
silvio berlusconiNella giornata di ieri, martedì, diverse erano le voci che si rincorrevano fra i palazzi romani e le segreterie nordiste: appoggio alla discesa in campo del cavaliere? O no? La risposta è arrivata nella tarda serata di ieri in un palazzo romano, residenza capitolina del Cavaliere. A palazzo Grazioli incontro riservato coi colonnelli leghisti Calderoli e Giorgetti. La riserva viene sciolta dopo le 22: appoggeremo un’alleanza politica a livello nazionale solo se Berlusconi farà un passo indietro.
«Questa – dice Maroni a Repubblica – è la linea del movimento, e non può cambiare di una virgola; adesso tutto da dipende da Berlusconi: se dice che intende andare avanti, che sarà lui il candidato premier del centrodestra, tanti saluti e arrivederci».
E in Lombardia? Anche qui il capo della Lega tira diritto: candidato al Pirellone con la lista “Per Maroni presidente”, a questo punto con o senza Pdl.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 dicembre 2012
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