Passa il Pgt, finisce l’era del piano regolatore

Adottato il nuovo strumento urbanistico per la città con l'aggiunta degli emendamenti sullo stop a kebab, sale giochi e negozi etnici nei tre centri storici e vicino alle scuole. Critiche dalle opposizioni e voto oltre la mezzanotte

Busto Arsizio ha adottato il suo Pgt con 16 voti favorevoli e 9 contrari. Dopo anni di attesa, dunque, la città ha il suo nuovo piano di governo del territorio che va a sostituire in toto il precedente piano regolatore degli anni ’70. L’assessore all’urbanistica Giampiero Reguzzoni commenta positivamente il difficile parto: «Il mio grazie va a tutti coloro che ci hanno lavorato». L’assessore ne ha difeso i concetti di perequazione e di spostamento dei diritti volumetrici così come ha difeso le scelte per l’aumento del verde da parte dei privati.

Il voto è arrivato poco prima dell’una di notte al terzo consiglio comunale dedicato all’argomento e non sono mancate le polemiche dell’opposizione che hanno criticato i diversi documenti che lo formano:  «Sono note le nostre critiche alla Valutazione Ambientale Strategica – ha detto Erica D’Adda del Pd – e abbiamo espresso i nostri dubbi sulla mancanza di visione su alcune aree che da tempo attendono una riqualificazione, a partire da quella delle Nord. Pensavamo anche a maggiori restrizioni al consumo di suolo visto che Busto ne ha già cementificato il 64%». Sablich, del Movimento 5 Stelle, ha criticato la limitata partecipazione lasciata ai cittadini: «Quando il cittadino non risponde, come al questionario inviato a tutti i cittadini nei mesi scorsi, si deve fare promotore di iniziative di coinvolgimento più coraggiose – ha detto – comunque dalle risposte ricevute (solo 112, ndr) le direttive erano chiare e non sono state tenute molto in considerazione». Critiche simili sono giunte da Marta Tosi di Manifattura Cittadina: «Non venitemi a dire che gli incontri nei quartieri sono la partecipazione perchè sappiamo tutti che si è trattato di monologhi degli estensori». 

Cirigliano (Sel) ha criticato alcune scelte che – a suo dire – «dividono Busto tra cittadini di serie A, quelli del centro, e di serie B (periferia)». In particolare è stata criticata la decisione di accogliere l’emendamento leghista per estromettere dalle aree più centrali kebab, centri telefonia internazionale, negozi con prodotti extra UE, friggitorie ma anche sexy shop, sale giochi e sale bingo. Un altra modifica ha stabilito che questi stessi esercizi non potranno essere aperti a meno di 150 metri dalle scuole. Mariani (Pd) ha criticato la decisione di permettere l’innalzamento dei sottotetti fino a 2,40 metri. Il sindaco Farioli ha difeso le scelte fatte nel Pgt e le ha definite «un’insufflata che favorirà la crescita economica della città, il miglioramento ambientale e una crescita più ordinata grazie a scelte lungimiranti che adesso potranno sembrare poco digeribili ma che un domani saranno premiate, così come accadde con la scelta di non insediare a Busto centri commerciali». 

Al di là della dialettica politica, con interventi da parte di quasi tutti i consiglieri comunali, sarà il tempo a dare le risposte che tutti hanno cercato nel nuovo strumento urbanistico, sicuramente più elastico del vecchio Prg (non saranno più necessarie varianti per modificarlo, ndr) ma certamente più pericoloso se dovesse finire in mani sbagliate dato che d’ora in poi i piani attuativi non dovranno più passare dal consiglio comunale ma verranno discussi e approvati solo in giunta.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 dicembre 2012
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