Pd, il totonomi per le candidature

Le primarie per il parlamento, ma anche le regionali. Confermati Alfieri e Marantelli, torna in gioco Paolo Rossi, si fanno avanti Senaldi e D'Adda

Una griglia di nomi per il parlamento e per il consiglio regionale. Sabato prossimo, la direzione provinciale del Partito Democratico formalizzerà i candidati varesini alle primarie per l’elezione in parlamento. Tutti i partiti sono in fibrillazione, ma nel Pd c’è un surplus di agitazione grazie alla scelta della segreteria nazionale di votare i rappresentanti da candidare alla camera e in senato. La raccolta delle firme per presentare i nomi al parlamento dovrà essere fatta in fretta e furia: i parlamentari uscenti sono esentati, gli altri avranno bisogno di un numero di firme pari al 5% degli iscritti. Un numero che per la provincia di Varese si attesta intorno a 160, ma distribuito per regolamento in almeno 3 circoli. Si potrà votare anche una doppia preferenza, ma dovranno essere indicati un uomo e una donna.
I nomi che stanno circolando nel totoprimarie tra i simpatizzanti e iscritti sono divisibili in due squadre: i papabili, e gli outsider. Tra i primi, l’onorevole Daniele Marantelli bersaniano (nella foto),  parte naturalmente in prima fila, e anche il senatore Paolo Rossi (area Franceschini) pare voglia giocarsi la ricandidatura al senato. Viene data come quasi certa la presenza del capogruppo Pd nel consiglio comunale di Busto Arsizio Erica D’Adda. Tra gli iscritti di area Renzi, potrebbero fare la corsa alla camera il vicesindaco di Gallarate Angelo Senaldi (papabile) e quella al senato il consigliere comunale di Lonate Pozzolo Giacomo Buonanno (outsider). Un very outsider potrebbe essere Luca Radice, responsabile organizzativo del Pd provinciale. Fin qui le certezze.

Da questo punto in poi dell’articolo si viaggia a vista o in marcia ostinata e contraria.
I super outsider ci sarebbero, a volerlo, ma sono nascosti nel mucchio: il giovane sindaco di Varano Borghi Marzio Molinari, l’ex capogruppo di Tradate Luca Carignola, in area Bersani, oppure il giovane renziano Federico Antognazza segretario del circolo di Venegono Inferiore. Ma non è da escludere che spunti la candidatura di Mario Aspesi, ex sindaco di Cardano al campo, divenuto referente di Enrico Letta in provincia dopo il divorzio del vicesegretario nazionale dal suo pupillo Alessandro Alfieri.

Alle elezioni regionali si profila invece una scelta più mediata dalle gerarchie di partito e dagli equilibri di corrente. Torniamo sul sicuro e andiamo al fatto che il Pd provinciale di Varese deve indicare 7 nomi in lista. Nell’area Renzi è certo della candidatura Alessandro Alfieri (foto) consigliere uscente e ormai capocorrente consolidato. Da un accordo con quell’area potrebbe uscire la candidatura di Jimmy Pasin, consigliere a Somma Lombardo, bersaniano attivo nelle vicende ambientali di Malpensa ma non sgradito al gruppo alfieriano. Per il gruppo di Daniele Marantelli invece è papabile la candidatura di Fabrizio Taricco, segretario provinciale del partito che avrebbe il pregio di allargare l’area della maggioranza bersaniana dato il ruolo “istituzionale” del segretario provinciale. 

Ricominciamo adesso a volare alto e nella nebbia, e passiamo ad indicare nomi su nomi, usciti dalle linee telefoniche ufficiose ma bollenti. Da qui in poi è una ridda di outsiders: il segretario del circolo di Saronno Nicola Gilardoni, l’assessore di Gorla Minore Beatrice Bova (area Bersani), Alice Bernardoni di Tradate, il renziano Pietro Resteghini di Arcisate, l’ex assessore di Malnate Marco Viscardi. Resta il problema di trovare una rappresentanza nel nord della provincia, è caccia a qualche giovane sindaco o assessore. E alle donne: oltre alla Bova, sarebbero spendibili ad esempio Donatella Centanin presidente del consiglio comunale di Malnate. Ma perché escludere anche alcuni big delle amministrazioni passate come il segretario del partito a Varese Roberto Molinari o l’ex capogruppo a Varese Emiliano Cacioppo che tuttavia non si sono fatti avanti in nessuna sede e probabilmente non ci saranno. Stefano Tosi (foto) è invece consigliere uscente, e dopo due mandati in regione non si candiderà. Avrebbe potuto chiederlo, ma ha fatto una scelta. Potrebbe tuttavia tornare in gioco in caso di vittoria elettorale per la sua esperienza.

Aggiornamento:
Gianpietro Ballardin, il sindaco di Brenta, si candida per l’area Nord alle primarie.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 dicembre 2012
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